Sarah Scazzi, cosa nasconde Cosima? Al vaglio il suo alibi

Sarah Scazzi, cosa nasconde Cosima? Al vaglio il suo alibi

Sarah Scazzi, cosa nasconde Cosima? Al vaglio il suo alibi

AVETRANA - Emergono dei dubbi sulla posizione di Cosima Serrano, la moglie e madre di Michele e Sabrina Misseri, entrambi in carcere per l'omicidio della quindicenne Sarah Scazzi. Gli inquirenti stanno vagliando un "buco" di due ore nell'alibi della donna per il 26 agosto scorso, quando venne uccisa la nipote. Gli investigatori sospettano che quella mattina la donna possa essere stata testimone di episodi importanti ai fini del movente del delitto.

 

La moglie del contadino di 57 anni ha sempre riferito di essere andata a lavorare la mattina dell'omicidio della nipote, accompagnata in campagna da un pulmino. Ma la sua versione non combacia con alcune testimonianze. Tra queste c'è quella del marito, che ha riferito che Cosima era ancora a casa quella mattina intorno alle 8.30, e non, quindi, in campagna. Inoltre l'uomo ha riferito che alle 9 circa non c'erano più né lei né la sua Opel Astra. Dai movimenti bancari, inoltre, risulta che la donna abbia eseguito un versamento dal Credito cooperativo di Avetrana alle 12.18, orario incompatibile con l'eventuale sua giornata lavorativa in campagna.

 

Dai riscontri effettuati sui tabulati telefonici del cellulare di Cosima, gli investigatori hanno scoperto che intorno alle 10 del 27 agosto scorso la donna, lasciata Avetrana, telefonò poco dopo e per tre volte all'altra figlia, Valentina, residente a Roma, e che la cella telefonica utilizzata dalla «rete» è quella che garantisce il segnale proprio nelle campagne in contrada "Mosca", dove Michele aveva occultato in un pozzetto il corpo della nipote Sarah.

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