Sarah Scazzi, il mistero dell'auricolare

Sarah Scazzi, il mistero dell'auricolare

Sarah Scazzi, il mistero dell'auricolare

TARANTO - Spunta il giallo nel giallo nella morte di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto scorso dallo zio Michele Misseri. La vittima era uscita da casa con un paio di cuffiette nelle orecchie per ascoltare dal telefonino musica in mp3. Tali non solo non sono state finora ritrovate dagli investigatori, ma non se ne parla nemmeno negli atti giudiziari. L'agricoltore di 57 anni non ne ha parlato durante l'interrogatorio di garanzia.

 

Inizialmente si era anche ipotizzato che, proprio a causa della musica ad alto volume, la 15enne non era stata in grado di accorgersi che forse qualcuno la stava inseguendo per rapirla. Misseri, che ha confessato di aver ucciso la nipote, non ha parlato degli auricolari. Non si esclude che gli investigatori stiano compiendo accertamenti anche su queste cuffiette.

 

Non si esclude che gli squilli del telefonino della 15enne provenienti dalla cantina, mentre Sarah veniva uccisa dallo zio, siano stati "ammutoliti" dall'inserimento degli auricolari. In questo modo si spiegherebbe il motivo per il quale nessuno della famiglia Misseri ha sentito gli squilli del cellulare della quindicenne. Nel frattempo Claudio e Giacomo Scazzi, fratello e padre di Sarah, sono stati sentiti dagli inquirenti in Procura a Taranto.

 

Il fratello di Sarah è stato ascoltato per circa due ore come "persona informata dei fatti". Gli inquirenti volevano chiarire il contenuto di alcune dichiarazioni che il giovane ha rilasciato subito dopo il fermo dello zio. Il ragazzo aveva riferito che il giorno precedente la scomparsa della sorella, tra la 15enne e Sabrina ci fu un litigio perché la sorella le aveva confidato delle molestie ricevute dallo zio.

 

Claudio aveva anche aggiunto che se quelle confidenze la sorella le avesse fatte ai suoi familiari essi stessi avrebbero preso immediatamente dei provvedimenti nei confronti dello zio. Misseri nel frattempo si trova ancora detenuto in una cella d'isolamento del carcere di Taranto. E' quotidianamente seguito dagli psicologi ed è stato visitato dal medico della casa circondariale. A quanto si è appreso, l'uomo appare lucido e mangia regolarmente.

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