Sarah Scazzi, il procuratore: ''Incidente probatorio punto fermo''

Sarah Scazzi, il procuratore: ''Incidente probatorio punto fermo''

Sarah Scazzi, il procuratore: ''Incidente probatorio punto fermo''

TARANTO - Il punto di riferimento nell'inchiesta sulla morte della quindicenne Sarah Scazzi restano le affermazioni che Michele Misseri ha fatto il 19 novembre scorso nel corso dell'incidente probatorio che si è svolto davanti al gip di Taranto, Martino Rosati. Lo ha affermato il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastiano, facendo riferimento alle lettere che il contadino di 57 anni ha inviato alle figlie Sabrina e Valentina, dove si scusato per aver accusato la prima dell'omicidio.

 

In occasione dell'incidente probatorio, Misseri ribadì l'accusa nei confronti della figlia Sabrina, ritrattando la parte di confessione inerente alle presunte avances e all'abuso sessuale del cadavere della nipote Sarah. Nella lettera ha così giustificato di aver accusato la ventiduenne dell'omicidio: "Stavano scrivendo la verità però mi hanno detto che se non faccio quella confessione dovevano arrestare la mamma e zio Carmelo. Per non mettere altri innocenti in mezzo ho dovuto fare la falsa".

 

Il procuratore Sebastio non ha escluso che la Procura decida di interrogare nuovamente Misseri. Intanto gli avvocati difensori di Sabrina stanno valutando l'opportunità di chiedere un incidente probatorio per le due lettere scritte dal 57enne. L'eventualità della richiesta è stata confermata da uno dei legali della ragazza, l'avvocato Vito Russo. 

 

Nel frattempo il penalista Franco Coppi, che lavora al fianco degli avvocati Russo e Velletri, ha smentito la notizia di un contrasto con l'avvocato Russo. Il riferimento è alla notizia di alcuni giornali secondo la quale Coppi avrebbe minacciato di lasciare il caso e redarguito Russo, al quale era stato impedito l'accesso alla stanza in cui e' stato interrogato sabato Michele Misseri.

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