Sarah Scazzi, il sospetto dei pm: ''Sabrina era al pozzo con il padre''

Sarah Scazzi, il sospetto dei pm: ''Sabrina era al pozzo con il padre''

Sarah Scazzi, il sospetto dei pm: ''Sabrina era al pozzo con il padre''

AVETRANA (Taranto) - Nuova clamorosa svolta nelle indagini dell'omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa il 26 agosto scorso dallo zio Michele Misseri (reo confesso). Secondo gli inquirenti, che hanno esaminato i tabulati telefonici, alla sepoltura della ragazzina nel pozzetto di raccolta di acque piovane nel terreno in contrada Mosca c'era anche Sabrina Misseri, in carcere dal 15 ottobre scorso con l'accusa di concorso in sequestro di persona e omicidio.

 

La ragazza, nell'interrogatorio del 15 ottobre scorso, ha spiegato che quella sera era con Mariangela Spagnoletti. Ma davanti agli inquirenti la ragazza si è contraddetta, non fornendo dettagli su orari e circostanze. L'alibi della ventiduenne vacillerebbe tra le 15 e le 15.45, l'arco di tempo in cui Michele Misseri ha riferito di essersi disfatto del cadavere della nipote dopo averla strangolata nel garage della villetta di via Deledda. Alle 15.19 Sabrina ha inviato un sms all'amico Ivano Russo.

 

La cella da dove è partito il messaggino è quella della zona del pozzetto, in contrada Mosca. La ragazza ha spiegato che quando ha informato Ivano della scomparsa della cugina si trovava con  Marinagela, ma dai tabulati telefonici, l'amica della ventiduenne si trovava da un'altra parte. Inoltre Sabrina avrebbe chiamato la madre Cosima Serrano nel percorso tra l'abitazione di via Deledda e il pozzetto di contrada Mosca, probabilmente perché la donna avesse intuito qualcosa.

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