Sarah Scazzi, impossibile accertare gli abusi dello zio

Sarah Scazzi, impossibile accertare gli abusi dello zio

Sarah Scazzi, impossibile accertare gli abusi dello zio

AVETRANA – Ci sono ancora tanti buchi neri nel giallo della morte di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana assassinata il 26 agosto scorso dallo zio materno Michele Misseri, reo confesso. Gli investigatori sono sempre più convinti che nella vicenda abbia avuto un ruolo almeno un'altra persona. Non si è esclude insomma che ad aiutare il contadino di 57 anni ad occultare il corpo della nipote siano state più persone.

 

Al vaglio dei magistrati inquirenti ci sono anche le intercettazioni ambientali dei colloqui tra Misseri e le sue figlie. Le dichiarazioni della figlia Sabrina contrastano con quanto ha dichiarato il padre e soprattutto quelle rilasciate da Mariangela Spagnoletti, l'amica che con Sabrina e Sarah il 26 agosto scorso doveva andare al mare. È probabile che nelle prossime ore vengano ascoltate nuovamente.

 

VIOLENZA SESSUALE - Difficilmente, in sede medico legale, si potrà chiarire se ci sono tracce di abusi sessuale sul cadavere, come ha confessato lo zio. La permanenza in acqua per 41 giorni ha deteriorato il corpo della povera ragazza. Eventuali tracce di violenza sessuale potrebbero essere rilevate dai carabinieri incaricati di rintracciare il Dna di Misseri sul corpo della ragazzina. Tuttavia, viene sottolineato da ambienti investigativi, anche se questo esame sarà negativo non si potrà mai escludere che la violenza sia stata compiuta.

 

LA MORTE - Dagli stessi esami compiuti dal professore Luigi Strada è però emerso che Sarah non ha sofferto durante la morte poiché è andata in stato di choc quando lo zio ha cominciato a stringerle la corda attorno al collo. Da una prima analisi della corporatura della vittima, la quindicenne sarebbe morta in circa due minuti dall'inizio dello strangolamento.

 

TRANQUILLANTI PER MISSERI - Intervenendo alla trasmissione di Rai Uno “La Vita in diretta” l’avvocato di fiducia di Misseri, Daniele Galloppa, ha reso noto che al 57enne, detenuto nel carcere di Taranto sorvegliato a vista, sono stati somministrati dei tranquillati. “L’ho visto tranquillo – ha affermato il legale -. Poi mi ha riferito di essere stato sottoposto a visita psicologica e che gli era stato somministrato un farmaco". Riferendosi alle diverse confessioni fatte da Misseri, il legale ha aggiunto che "non si hanno assolutamente tracce dei vestiti" di Sarah, che lo zio dice di aver bruciato dopo aver ucciso la nipote.

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