Sarah Scazzi, l'autopsia: è stata strangolata

Sarah Scazzi, l'autopsia: è stata strangolata

Sarah Scazzi, l'autopsia: è stata strangolata

AVETRANA (Taranto) - Sarah Scazzi è morta per strangolamento. E' quanto emerso dall'autopsia eseguita dal medico legale, Luigi Strada, sul corpo della quindicenne barbaramente uccisa dallo zio Michele Misseri, reo confesso. L'uomo, arrestato nel cuore mercoledì notte con l'accusa di omicidio volontario, sequestro di persona ed occultamento di cadavere, si trova detenuto presso il carcere di Taranto in una cella di isolamento in attesa dell'interrogatorio di garanzia.

 

Quel maledetto 26 agosto, data della sparizione di Sarah, l'omicida, oltre a strangolarla con una cordicella mentre era di spalle, ha confessato agli inquirenti di aver abusato della nipote dopo che era già morta. Ma per questo particolar bisognerà attendere. Dopo oltre 40 giorni in cui il cadavere è rimasto in acqua, ha spiegato il medico legale, gli esami di laboratorio sono necessari per accertare se c'è stata o meno violenza e per rintracciare l'eventuale Dna dell'aggressore.

 

Sarah è stata uccisa, denudata e violentata perché aveva rifiutato le avances dello zio. Misseri è crollato dopo un interrogatorio fiume al comando provinciale dei Carabinieri di Taranto. "Sono stato io - ha ammesso -. E' successo in un garage vicino casa, poi ho bruciato i vestiti. Il corpo l'ho portato in campagna e gettato in una buca". Il 54enne è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario. E' stato Misseri stesso a indicare la tomba di Sarah.

 

Il luogo in cui è stato trovato il corpo, nel fondo della famiglia Misseri tra Nardò ed Avetrana, era una sorta di covo interrato all'interno del suolo con un foro d'ingresso di poche decine di centimetri coperti da rami, foglie e pietre, quindi era praticamente impossibile accertarne l'esistenza, addirittura probabilmente passandoci sopra", ha spiegato il pm Franco Sebastio. Il corpo, recuperato dai Vigili del Fuoco, era nudo e in posizione fetale, coperto da diverse pietre.

 

A dare una svolta alle indagini è stata un'intercettazione ambientale della cugina Sabrina, mentre parlava con la madre e diceva piangendo "Tanto lo so che l'ha presa lui...". Era stato Misseri il 29 settembre a consegnare agli inquirenti il cellulare di Sarah, privo di batteria e di scheda sim, affermando di averlo trovato vicino alle stoppie bruciate il giorno prima in un podere nel quale aveva svolto alcuni lavori. Un probabile tentativo di depistaggio che gli si è rivolto.

 

Secondo l'avvocato Walter Biscotti, uno dei due legali della famiglia Scazzi, il ritrovamento del telefonino "è stato quasi un modo per dire "venitemi a prendere", una sorta di messaggio per farsi scoprire perché non ce la fa più a mantenere un segreto. È la mia opinione da avvocato, ma di casi simili ne sono successi altri. Altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui ha tirato fuori il telefonino, peraltro gettato lì poco prima del ritrovamento".

 

La mamma di Sara, Concetta Serrano, ha appreso delle ricerche del corpo della figlia mentre era in collegamento in diretta con il programma di Rai 3 'Chi l'ha visto?' al quale stava partecipando dall'abitazione di Misseri. La mamma della vittima, accompagnata dai legali della famiglia, gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, si è recata giovedì pomeriggio all'ospedale Santissima Annunziata per l'ultimo saluto alla figlia.

 

La ragazzina, prima del triste epilogo, avrebbe cercato aiuto dalla cugina Sabrina, figlia dell'uomo, con la quale il giorno prima proprio per questo motivo avrebbe avuto un violento litigio. "Avevano litigato proprio su questo" ha spiegato il fratello della vittima Claudio, aggiungendo che "se l'avesse detto a noi e non alla cugina, non saremmo certo stati con le mani in mano". Secondo Claudio, Sara non aveva comportamenti particolari nei confronti dello zio.

 

"Quando eravamo insieme non prendeva le distanze da zio Michele, non ha mai dato da pensare. E da parte dello zio mai un abbraccio strano, una frase strana", ha aggiunto. "Mio padre ha preso in giro tutta l'Italia. Noi non avevamo alcun sospetto", ha detto Sabrina Misseri rispondendo al citofono di casa alle domande dei giornalisti. Mio padre deve pagare per quello che ha fatto", ha aggiunto. "Non abbiamo nulla da dire, mio padre deve pagare per quello che ha fatto".

 

Per il momento Misseri è l'unico indagato. La procura di Taranto ha però "attività in corso su eventuali complici". Le indagini, ha aggiunto il procuratore Sebastio, sono necessarie "per chiarire aspetti che sono da prendere ancora in considerazione". "Non sapevamo quando sarebbe successo ma avevamo la forte sensazione che sarebbe successo", ha detto il comandante provinciale dei Carabinieri di Taranto Giovanni Di Blasio.

 

"Riteniamo - ha aggiunto - che Sarah Scazzi non abbia sofferto durante le fasi dell'omicidio". Il vicesindaco del paese, Alessandro Scarciglia, ha annunciato che il lutto cittadino sarà proclamato ad Avetrana nel giorno dei funerali di Sarah, che dovrebbero svolgersi in uno "spazio grande", forse il campo sportivo o il palazzetto dello sport.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -