Sarah Scazzi, la moglie di Misseri: ''Non è più lui''

Sarah Scazzi, la moglie di Misseri: ''Non è più lui''

Sarah Scazzi, la moglie di Misseri: ''Non è più lui''

AVETRANA (Taranto) - Michele Misseri "non è più lui". "Ha problemi psicologici perché sotto l'effetto dei farmaci, non capisce più e non sa qual è la realtà". E' quanto avrebbe riferito Cosima Serrano ai Carabinieri e alla squadra di polizia giudiziaria che l'hanno sentita martedì nella sua abitazione di via Deledda. "Non capisce più nulla, è diventato pazzo. Si è inventato un sacco di storie poco vere, non lo riconosco più", avrebbe aggiunto.

 

La donna era attesa al comando dei Carabinieri di Taranto a proposito delle "clamorose rivelazioni" che avrebbe ricevuto lunedì dal marito durante il primo colloquio in carcere che ha avuto con lui dal 6 ottobre, quando cioè il contadino di 57 anni ha riferito di aver ucciso la nipote Sarah Scazzi. Ma non si è potuta presentare a causa di un malore. Per questo motivo sono stati gli inquirenti a presentarsi nella villetta dei Misseri.

 

Agli inquirenti, insomma, Cosima ha descritto il marito come un borderline sotto effetto di farmaci, motivo per il quale "non capisce più e non sa qual è la realtà". Parole che contrastano con quanto riferito alcuni giorni fa dall'avvocato Daniele Galoppa, che difende l'agricoltore, che aveva parlato di una persona serena. Venerdì scorso Misseri ha voluto incontrare gli inquirenti per una confessione fiume di cinque ore nella quale ha addossato tutte le colpe dell'omicidio sulla figlia Sabrina.

 

All'indomani, nel corso di un sopralluogo nella sua abitazione, aveva riferito agli inquirenti che la quindicenne sarebbe stata strangolata da Sabrina con una cintura mentre lui stava dormendo sulla sdraio. Dopodichè ha ammesso di aver sepolto la ragazzina nel fondo agricolo tra Nardò e Avetrana, in contrada Mosca, ribadendo inoltre di aver abusato del cadavere prima di sotterrarlo, con l'ausilio di una fune e coprirlo con un masso.

 

Sabrina Misseri è invece apparsa in tribunale a Taranto per presenziare all'udienza del Riesame (poi rinviata a giovedì) a cui i legali si sono rivolti per ottenere la scarcerazione. Sabrina ha pregato in ginocchio vegliando tutta la notte, in attesa di essere trasferita in tribunale.

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