Sarah Scazzi, la verità dai cellulari. Lo zio e Sabrina non erano insieme

Sarah Scazzi, la verità dai cellulari. Lo zio e Sabrina non erano insieme

Sarah Scazzi, la verità dai cellulari. Lo zio e Sabrina non erano insieme

AVETRANA (Taranto) - Possibile svolta nelle indagini sull'omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana assassinata il 26 agosto scorso dallo zio Michele Misseri, reo confesso. Dai tabulati telefonici è emerso che nelle due ore successive alle 14.30 del giorno del delitto della quindicenne padre e figlia non sono mai stati insieme.

 

Misseri, quindi, era solo quando si è recato nelle campagne di contrada Mosca, dove ha affermato di aver abusato del cadavere prima di seppellirlo in una pozzetto di raccolta delle acque piovane, dove ha accompagnato gli investigatori la notte stessa in cui ha confessato dopo ore d'interrogatorio il delitto.

 

L'agricoltore di 57 anni mercoledì ha ricevuto la visita dell'avvocato d'ufficio, Daniele Galloppa. "Mi sono pentito di quello che avevo fatto, mentre bruciavo i vestiti di Sarah", ha affermato Misseri all'avvocato. All'avvocato l'omicida ha riferito di spogliato il cadavere della nipote prima di metterla nel pozzo. Quindi ha riferito di aver dato fuoco a tutto in un terreno lì vicino.

 

Si tratta, ha aggiunto Misseri all'avvocato Galloppa, di un posto che non gli inquirenti non troveranno mai a meno che non sia lui ad accompagnarli. Quindi ha affermato di aver gettato la fune con la quale ha strangolato Sarah in un bidone della spazzatura, mentre la batteria del cellulare in un canalone.

 

L'avvocato Galloppa ha poi parlato giovedì mattina ai microfoni di 'Mattino Cinque' su Canale 5, affermato che mercoledì Misseri si è detto "di essersi pentito da quando ha bruciato gli abiti della ragazza". Quindi ha rilevato che il suo assistito "non ha mai espresso il desiderio di volersi suicidare".

 

L'avvocato ha spiegato di aver visto il 57enne "ancora sotto effetti di farmaci tranquillanti. I miei dubbi mi hanno portato a ritenere che ci fossero grosse incongruenze nella testimonianza rilasciata dal Misseri, ed e' anche per questo che ho chiesto l'istanza al gip per la perizia psichiatrica, per capire se il mio assistito era o no capace di intendere e di volere al momento fatto. Ma chiedo anche se il mio assistito abbia o meno la capacita' di partecipare alle vari fasi del processo. Ho molti dubbi".

 

Mercoledì intanto è tornata a parlare Concetta Serrano Spagnolo, la mamma di Sarah da quel cognato di cui proprio lei non aveva mai sospettato. "Nel vocabolario delle lingua italiana non ci sono parole - ha detto la mamma di Sarah, parlando con un giornalista di ‘La Vita in diretta' - per definire l'assassino di mia figlia". Di quell'uomo lei tutto sommato si fidava.

 

La confessione shock dello zio orco ha incrinato i rapporti tra i genitori di Sarah e la famiglia Misseri. Concetta Serrano Spagnolo, infatti, ha rivelato al cronista che in questo momento non ritiene opportuno mantenere i contatti con la famiglia di chi le ha ucciso la figlia.

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