Sarah Scazzi, Sabrina dal carcere: ''Voglio ridere''. E legge don Camillo

Sarah Scazzi, Sabrina dal carcere: ''Voglio ridere''. E legge don Camillo

Sarah Scazzi, Sabrina dal carcere: ''Voglio ridere''. E legge don Camillo

TARANTO - Si attende lunedì la decisione del gip Martino Rosati in merito all'incidente probatorio, chiesto dalla magistrati della Procura di Taranto per cristallizzare le dichiarazioni di Michele Misseri in vista del dibattimento. Entro la stessa giornata il gip dovrebbe decidere sulla perizia psichiatrica richiesta dal legale di Misseri, Daniele Galoppa. Si tratta di elementi che serviranno per far luce sul delitto della quindicenne Sarah Scazzi.

 

Il gip ha considerato attendibile il racconto dell'agricoltore di 57 anni, che ha affermato come Sarah sia stata trascinata con la forza nel garage dalla figlia Sabrina "avendo quest'ultima con lui convenuto, quando si erano incontrati a pranzo, di dare a costei una lezione, per intimorirla ed evitare, in tal modo, che la ragazzina potesse diffondere in paese la notizia delle attenzioni sessuali riservatele dallo zio, delle quali anche Sabrina era venuta a conoscenza".

 

Intanto Sabrina non è più in isolamento in carcere. Dalla cella ha chiesto alcuni libri da leggere. I suoi avvocati le hanno consigliato "Lettera a un bambinio mai nato" della Fallaci e altri testi sull'antico Egitto di Christian Jacq, ma la ragazza ha preferito qualcosa di meno impegnativo. "Voglio qualcosa da ridere", avrebbe affermato. Le hanno portato un libro di barzellette, ma non le è piaciuto. Così le è stato consegnato Don Camillo del Guareschi.

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