Sarah Scazzi, Sabrina disse: ''Papà ho fatto un casino''

Sarah Scazzi, Sabrina disse: ''Papà ho fatto un casino''

Sarah Scazzi, Sabrina disse: ''Papà ho fatto un casino''

AVETRANA - La confessione fiume di Michele Misseri di venerdì scorso nella quale ha addossato tutte le colpe dell'omicidio di Sarah Scazzi alla figlia Sabrina finirà martedì all'attenzione del tribunale del riesame, chiamato a vagliare il ricorso presentato dagli avvocati dell'estetista contro l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Martino Rosati nei confronti della ventiduenne, con l'accusa di sequestro di persona e concorso nell'omicidio della piccola Sarah.

 

"La nostra strategia difensiva non cambia. Questi continui cambi di versione da parte di Michele Misseri a noi vanno bene'', ha affermato l'avvocato Vito Russo, uno dei due legali di Sabrina Misseri, all'agenzia di stampa Adnkronos. Qualcosa è già filtrato della confessione di venerdì del contadino di 57 anni. Misseri ha raccontato che quel pomeriggio del 26 agosto stava dormendo sulla sedia a sdraio sistemata in cucina. La moglie Cosima invece dormiva invece nella stanza da letto.

 

All'improvviso, Sabrina l'ha svegliato per dirgli: "Papà, vieni nel garage, è successo un casino. Sbrigati, che sta arrivando Mariangela". Si tratta dell'amica con la quale Sabrina e Sarah dovevano andare al mare. Michele a quel punto si è alzato, trovando nel garage Sarah stesa con una cinta di cuoio stretta attorno al collo. "Che hai fatto?", ha chiesto alla figlia. E lei avrebbe risposto: "È successo, ma che fa, lei mi era anche antipatica...". A quel punto Misseri le ha garantito che si sarebbe assunto le responsabilità.

 

Quindi ha caricato il cadavere della quindicenne nel cofano della "Seat Marbella". Lo ha coperto con alcuni cartoni, e si è diretto nella campagna in contrada Mosca, tra Avetrana e Nardò. Qui ha denudato il cadavere della nipote sotto un albero di fico, abusandone sessualmente. Una confessione che ha spiazzato gli inquirenti, convinti che la storia dello stupro post-mortem di Sarah fosse stata inventata. Il tampone vaginale in mano ai Ris non aveva trovati altri dna estranei a quelli della ragazza.

 

Nel corso del sopraluogo di sabato lo stesso contadino di Avetrana ha spiegato di aver legato il corpo di Sarah con una corda e di averlo poi calato in fondo al pozzo. Quella stessa corda è stata recuperata dagli investigatori nel posto dove l'uomo l'aveva lasciata, nel portabagagli della "Opel Astra" della moglie Cosima.

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