Sarah Scazzi, zio Michele: ''Non l'ho violentata''

Sarah Scazzi, zio Michele: ''Non l'ho violentata''

Sarah Scazzi, zio Michele: ''Non l'ho violentata''

TARANTO - Michele Misseri conferma le accuse alla figlia Sabrina: è stata lei ad uccidere il 26 agosto scorso Sarah Scazzi. Il contadino di 57 anni, nel corso dell'incidente probatorio sostenuto venerdì nel carcere di Taranto davanti al gip Martino Rosati, ha ribadito quanto affermato il 5 novembre scorso e cioè che la nipote Sarah è stata strangolata con una cintura dalla figlia Sabrina. La ventiduenne subito dopo il delitto sarebbe poi corsa dal padre che stava dormendo.

 

Misseri ha poi riaffermato di esser stato lui a seppellire la nipote in campagna. Durante l'incidente probatorio l'uomo ha ritrattato la violenza sessuale sul cadavere della nipote, un particolare che aveva sempre confermato. Su quest'ultima versione, però, non ci sono ancora conferme ufficiali, ma solo indiscrezioni che trapelano dopo il contro-interrogatorio dell'uomo da parte degli avvocati di Sarah, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile.

 

Misseri inoltre non avrebbe addebitato responsabilità a sua moglie Cosima, confermando dunque quanto già detto nelle precedenti occasioni. Le dichiarazioni di venerdì del contadino saranno le uniche che entreranno nel fascicolo processuale. L'incidente probatorio era particolarmente atteso per permettere agli inquirenti di aver per mano una ricostruzione completa dei fatti.

 

La sera del 6 ottobre scorso Misseri si è accusato dell'omicidio della sua nipotina Sarah, facendone ritrovare il cadavere. Quindi ha tirato in ballo la figlia Sabrina sostenendo che insieme dovevano darle una lezione. E quindi, il 5 novembre scorso, ha accusato solo la ventiduenne. Sarah sarebbe stata strangolata al collo con una cintura per motivi di gelosia.

 

Nell'aula ad entrare per prima è stata Sabrina. La giovane è stata fatta accomodare insieme con i suoi avvocati e quelli di parte civile. Dopo poco è giunto suo padre Michele, emozionato, che protetto da quattro agenti di polizia penitenziaria (che gli stanno facendo da scudo per tutto l'interrogatorio) si è seduto davanti al gip Rosati, al procuratore aggiunto Pietro Argentino e al sostituto procuratore Mariano Buccoliero.

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