Sarsina: al Plautus Festival in scena lo splendore di Medea

Sarsina: al Plautus Festival in scena lo splendore di Medea

Sarsina: al Plautus Festival in scena lo splendore di Medea

Dopo la tragedia di William Shakespeare andata in scena al Plautus Festival lo scorso 7 agosto, nella quale il principe Amleto fa giustizia dell'assassinio del padre fino al sacrificio della sua stessa vita, l'Arena Plautina ospiterà giovedì 12 agosto a partire dalle ore 21.30 (Arena Plautina) un altro forte dramma familiare, quello di "Medea" di Euripide, nella traduzione e adattamento di Michele Di Martino e Maurizio Panici, con Pamela Villoresi e David Sebasti, per la regia di Maurizio Panici.

 

Come Amleto, Medea "lava" nel sangue l'ingiustizia subita ad opera di Giasone, mettendo in discussione la vecchia cultura e facendosi portatrice di un nuovo pensiero. Medea, infatti, è la prima donna a mettere in discussione i rapporti tra uomo e donna, evidenziando una situazione di forza, contestando l'esistente, aprendo un contenzioso e lasciando intravedere nuove possibilità.

 

Medea è per questo uno dei più estremi e affascinanti personaggi della tragedia classica e moderna in quanto, prima fra tutte, non agisce spinta da un impulso erotico o sentimentale ma per rispondere ad una ingiustizia: "ecco Medea... ecco la sventura di una donna" dice di se al termine di un lunghissimo e straziante monologo.

 

Le modalità del suo atto trascendono ogni consuetudine. In Medea l'azione tragica coincide con la sua stessa rovina poiché, mentre punisce il padre dei suoi figli, colpisce con uguale violenza se stessa: pur riconoscendo l'impatto del suo agire, lo persegue con determinazione e lucida consapevolezza.

 

Il conflitto per la prima volta in una tragedia non è fuori, ma dentro il personaggio, come risulta dal ruolo decisivo dei monologhi nello sviluppo della struttura drammaturgica.

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