Sarsina: ancora un mese e mezzo con "Il Diavolo e l'AcquaSanta"

Sarsina: ancora un mese e mezzo con "Il Diavolo e l'AcquaSanta"

SARSINA - E' ancora visitabile fino al 31 maggio 2009 la mostra "Il Diavolo & l'AcquaSanta - Tarocchi fantastici", allestita al Museo Archeologico Nazionale di Sarsina e curata dall'Architetto Marisa Zattini insieme al Direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci.

 

Un grande evento espositivo - voluto e promosso dal Comitato Nazionale per il Millennio della Basilica Cattedrale di Sarsina e organizzato da Il Vicolo - Sezione Arte di Cesena - che trae il suo plus valore dal dialogo che l'arte moderna instaura con l'antico, nello specifico con i meravigliosi reperti esposti nel Museo Archeologico, uno dei più importanti dell'Italia settentrionale per la ricchezza e la varietà dei reperti esposti, rinvenuti nello scavo della necropoli sarsinate di Pian di Bezzo.

 

Una manifestazione ideale per riuscire nella prospettiva, spesso ardua, di realizzare un connubio tra il linguaggio passato e uno più prettamente contemporaneo, una dialettica documentata dalle opere esposte, tutte personali interpretazioni delle ambiguità dei Tarocchi.

 

Per assaporare appieno il fascino e la magia dei Tarocchi nel loro dialogo con l'arte del passato, sabato 18 aprile alle ore 16 è in programma l'evento Quando l'archeologia sposa l'arte moderna: reperti antichi e tarocchi fantastici, una visita guidata a due voci alla mostra e agli splendidi reperti archeologici esposti nella sede museale. La visita è a cura dell'Ispettore Onorario Pier Giorgio Pellicioni e dell'architettto Marisa Zattini.

 

Percorrendo la mostra "Il Diavolo & l'AcquaSanta", il visitatore resta affascinato non solo dai particolari allestimenti temporanei, ideati dall'architetto Augusto Pompili, studiati appositamente per suscitare un'emozione e offrire più chiavi di lettura, ma da tutte le sale del Museo, che profumano di storia, di reperti, veri e propri documenti di un'epoca. Così il Monumento di Rufus dialoga frontalmente con l'opera di Aldo Rontini, un'imponente scultura in terracotta con un essere androgino che sta a rappresentare la Stella. Oppure lo splendido pavimento musivo si colloca di fronte alla Temperanza di Pablo Echaurren, dove l'Arcano è interpretato come un travaso alchemico fra una brocca e un'altra. In questa mostra, infatti, la fruizione moderna dell'antico crea un'esaltazione, per contrasto, della bellezza dell'opera d'arte e si pone anche come occasione per unire pubblici diversi.

 

Dopo questo primo appuntamento, l'antico torna a dialogare con il contemporaneo in una seconda visita guidata a due voci in programma per giovedì 23 aprile alle 15.30, questa volta a cura Marisa Zattini e dell'archeologa Maria Teresa Pellicioni.

 

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Nella stessa giornata, alle 17, sarà presentato il libro "Il Tarocco - storia, mito, significati e interpretazioni" a cura dello scrittore Antonio Bertoli.

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