Scontri a Roma, scarcerati i 23 fermati. Alemanno contro l'Anm

Scontri a Roma, scarcerati i 23 fermati. Alemanno contro l'Anm

Foto di repertorio-428

ROMA - E' bufera sulla decisione dei giudici del Tribunale di Roma in merito alla scarcerazione di 22 dei 23 giovani arrestati mercoledì per gli scontri avvenuti martedì a Roma, subito dopo il voto di fiducia al Governo. I giudici della X sezione, nell'ordinanza di remissione in libertà, nel motivare il provvedimento, hanno scritto che "appare necessario approfondire" il quadro delle accuse. Il sindaco capitolino, Gianni Alemanno, ha protestato contro quanto stabilito.

 

In una nota ha espresso "una profonda sensazione di ingiustizia di fronte a queste decisioni perché i danni provocati alla città e la gravità degli scontri richiedono ben altra fermezza nel giudizio della magistratura sui presunti responsabili di questi reati".

 

"Non è minimizzando la gravità di questi fatti che si dà il giusto segnale per contrastare il diffondersi della violenza politica nella nostra città mentre è evidente che queste persone hanno dimostrato di essere soggetti pericolosi per la collettività", ha concluso Alemanno.

 

Non si è fatta attendere la replica dei giudici attraverso Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati: "Non possiamo che ribadire che è legittima la critica ai provvedimenti dei magistrati, ma non lo sono gli insulti nei confronti dei giudici e dell'istituzione nel suo complesso".

 

La giornata di cortei e manifestazioni di martedì 14 si era conclusa con 57 feriti, danni per 15 milioni di euro e ben 41 fermati nella guerriglia urbana che aveva messo a ferro e fuoco il centro dell'Urbe. Dei 23 giovani, solo per uno sono stati disposti gli arresti domiciliari. Gli arresti sono stati convalidati. Il processo si celebrerà il 23 dicembre.

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