Scontri a Rosarno, 14 arresti e 20 feriti

Scontri a Rosarno, 14 arresti e 20 feriti

Scontri a Rosarno, 14 arresti e 20 feriti

ROSARNO (Reggio Calabria) - Quattordici arresti e venti feriti. E' questo il bilancio degli scontri scoppiati con le forze dell'ordine giovedì sera a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, dove centinaia di extracomunitari, che lavorano alla raccolta di frutta e ortaggi e che vivono in capannoni fatiscenti fuori dai centri abitati, hanno danneggiato auto in sosta e dato fuoco ai cassonetti, apparentemente per protestare contro l'aggressione subita da due di loro.

 

Tra le varie ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è anche quella che dietro gli incidenti di questi giorni possa esserci la criminalità organizzata, per distogliere l'attenzione dalla vicenda di Reggio Calabria, dove il 3 gennaio scorso è esplosa una bomba all'esterno del palazzo di Giustizia.

 

Anche venerdì, davanti al municipio del comune calabrese, ci sono state nuove proteste, sia da parte di immigrati che di cittadini locali. Due residenti sono stati fermati e rilasciati dopo aver cercato di investire gruppi di immigrati che affollavano le strade.

 

Nel frattempo si è deciso di costituire una task force del ministero dell'Interno, di quello del Welfare e della Regione Calabria. Il compito sarà quello di "affrontare la questione non solo dal punto di vista dell'ordine pubblico, ma anche per quanto riguarda gli aspetti legati allo sfruttamento del lavoro nero e all'assistenza sanitaria", spiega in una nota il Viminale.

 

"E' una situazione difficile come in altre realtà perché in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, un'immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall'altra ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno", ha affermato il ministro dell'Interno, Roberto, Maroni nel corso della trasmissione "Mattino 5" di Canale 5.

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