Scuola, l'assessore regionale Bianchi: "Siamo al degrado. Serve autonomia"

Scuola, l'assessore regionale Bianchi: "Siamo al degrado. Serve autonomia"

Scuola, l'assessore regionale Bianchi: "Siamo al degrado. Serve autonomia"

Una scuola che deve "tornare ad essere della comunità. Un organismo che per natura è vicino ai cittadini oggi viene governato da Roma". Questo il nodo di tutti i problemi che l'istruzione sta affrontando, con disagi sempre più palesati. E' l'assessore a scuola, formazione professionale, università e ricerca e lavoro della regione Emilia-Romagna, Patrizio Bianchi, a spiegare la situazione a Romagnaoggi.it."I tagli riguardano tutta l'impalcatura su cui era stata costruita la scuola".

 

Perchè le scuole si trovano con l'acqua alla gola?

E' chiarissimo ed evidentissimo. Viene governato centralmente da Roma quello che dovrebbe essere più vicino ai cittadini. Non viene riconosciuto più nulla, le richieste dei lavoratori, degli enti, le proteste. Per cui il disagio in cui si trovano le realtà scolastiche non è temporaneo. I patti sono patti, è stata discussa la bozza sull'autonomia funzionale. Ora ci si sieda e si facciano i conti. Il passo conseguente riguarda le risorse umane, funzionali e finanziarie necessarie per una scuola dignitosa ed adeguata alle esigenze.

 

In quale settore della scuola i tagli stanno facendo il danno maggiore?

In questo caso è coinvolta tutta la scuola come organismo. Ma, se vogliamo dirlo, i più danneggiati sono gli studenti, gli utenti dell'istruzione, i nostri figli e le famiglie, perchè la scuola deve essere il bandolo della matassa per lo sviluppo di un paese. E' la porta stessa della società.

 

Sulla situazione dei precari quali aspettative avete?

Il tema sostanziale è sempre lo stesso: chi governa e da dove si governa. L'autonomia non è solo l'autarchia dei presidi, ma deve serre anche la capacità delle regioni di riprendere i contatti con gli enti locali. Ora non ci sono solo i precari abilitati. Oltre a quelli il ministro ha bloccato la Ssis, portando avanti una politica di progressivo svuotamento. La scuola deve tornare ad essere della comunità.

 

La qualità è già a rischio da quest'anno scolastico?

E' già a rischio da molti anni con questa politica del disinvestimento, che è portata avanti nel piano biennale di Tremonti. Sono anni che non si investe più sulla scuola, ma si è innescato il meccanismo per cui prima si 'spara a zero', facendo apparire l'istruzione inadeguata, poi si riforma. Via gli stranieri, via i portatori di handicap, via gli alunni che superano i 50 giorni di assenza, presentando queste scelte come grandi riforme. Questo anzichè fare un piano antidipersione nella scuola dell'obbligo. Siamo al degrado.

 

Ci sono provincie più in difficoltà, o la situazione è uniforme?

E' enormemente sproporzionato il fabbisogno sul campo dell'istruzione necessario per l'Emilia -Romagna rispetto a quello che loro (Governo ndr) ritengono essenziale. C' bisogno di una qualità scolastica consolidata.

 

Chiara Fabbri

 

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -