Scuola, Ufficio regionale duro coi sindacati: "Nessun docente perde il posto"

Scuola, Ufficio regionale duro coi sindacati: "Nessun docente perde il posto"

Scuola, Ufficio regionale duro coi sindacati: "Nessun docente perde il posto"

BOLOGNA - Nessun docente in Emilia-Romagna sta perdendo il posto di lavoro. Sostenere il contrario e' "grave e irresponsabile". Interviene cosi', con una durezza mai usata prima, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Marcello Limina, che in una nota contesta in modo deciso l'allarme lanciato martedì dalla Fcl-Cgil sulle comunicazioni in arrivo agli insegnanti considerati in sovrannumero a causa dei tagli del Governo.

 

Lettere che il sindacato invita ad impugnare davanti al Giudice del lavoro, vista la sentenza del Tar del Lazio del 25 giugno scorso che sospende l'effetto della riforma Gelmini e congela gli organici delle scuole. "Nessun insegnante in organico sta perdendo il posto di lavoro nella scuola dell'Emilia-Romagna- mette in chiaro Limina- lamentiamo che irresponsabilmente si spaccino come licenziamenti alcune informative rivolte a personale che per determinate materie o tipologie di indirizzi risulta in sovrannumero".

 

Queste comunicazioni, spiega l'Usr, vengono inviate per tempo perche' i docenti "possano chiedere, con precedenza sui trasferimenti, una sede a loro piu' utile. Il piu' delle volte ad inizio anno restano nella stessa scuola o in una scuola vicina. In ogni caso- precisa Limina- nessuno rimane a casa". Dunque, va all'attacco il numero uno dell'Usr, "riteniamo grave e da irresponsabili che si giochi sulla pelle dei lavoratori, sollevando polveroni e interpretazioni ideologizzanti su procedure amministrative di routine". Infatti, ci tiene a sottolineare Limina, "chi conosce la scuola sa che e' una prassi ricorrente ogni anno, almeno da un ventennio", quella delle lettere ai sovrannumerari.

 

Passi, insiste Limina, "per chi scrive sui giornali, non tenuto ad una stretta conoscenza di norme e

meccanismi. Ma chi invece per mestiere tali meccanismi li conosce bene e da sempre- attacca all'indirizzo della Cgil- fa voluta operazione di disinformazione. Non ci sembra, infatti, che negli

anni passati ai sovrannumerari siano stati dedicati titoli in cui esplicitamente si parlava di perdere il posto di lavoro, di fare la valigia e di lettera di licenziamento". Dunque, avverte il numero uno dell'Usr, "non ci stiamo a questo gioco di rimpalli mediatici, soprattutto in un momento come questo che ci vede tutti impegnati come sempre a lavorare sodo per l'avvio del prossimo anno scolastico, nel rispetto di norme e sentenze, ma anche attenti a far passare messaggi chiari e informati".

 

Intanto, proprio alla luce della sentenza del Tar, il Coordinamento dei precari della scuola di Bologna si prepara a tornare alla carica. Giovedì pomeriggio e' in programma infatti l'ennesimo presidio sotto le finestre dell'Usr e dell'Usp, in via de' Castagnoli a Bologna, per chiedere la creazione di un Osservatorio permanente sulla scuola. "In quell'occasione- annunciano i precari in una nota- chiederemo anche di poter incontrare Vincenzo Aiello, dirigente dell'Usp, per invitarlo a

garantire, attraverso un atto ufficiale indirizzato alle istituzioni scolastiche, l'effettiva sospensione di tutte le operazioni relative alla costituzione dell'organico e all'individuazione del personale cosiddetto soprannumerario", dal momento che l'ordinanza del Tar "comporta che fino al 19 luglio

tutte le operazioni sull'organico, i relativi trasferimenti del personale perdente posto e sulle iscrizioni siano congelate".

 

Le famiglie degli studenti, insistono i precari della scuola bolognese, "hanno dovuto procedere alle

iscrizioni senza conoscere i programmi di studio e sulla base di Piani dell'offerta formativa approntati per lo scorso anno scolastico", che le scuole "non sono state in grado di aggiornare in mancanza dei programmi e dei regolamenti definitivi e percio' inattendibili". La riforma tuttora incompleta dei licei, poi, non da' "garanzia per gli iscritti alle prime classi degli istituti professionali che le scuole siano in grado di offrire la qualifica professionale triennale finora prevista, visto che la  competenza al riguardo e' soggetta alle decisioni delle singole Regioni".

 

Inoltre, ricordano gli insegnanti precari, a causa di "uno stravolgimento curricolare" gli studenti delle classi seconde, terze e quarte "si troveranno a loro insaputa dal prossimo settembre l'orario ridotto da due a quattro ore". Il tutto senza che "fossero definiti i nuovi programmi per le classi prime, che sono stati modificati piu' volte e sono ancora in via di pubblicazione definitiva". Cio' significa, insistono i precari, che ad oggi non si sa "quali docenti insegneranno le discipline introdotte dai nuovi ordinamenti e non previste da quelli precedenti". Per questo l'invito del coordinamento e' a partecipare "compatti al presidio di domani" davanti all'Usr, un appello rivolto ai lavoratori della scuola, alle famiglie e agli studenti. (Dire)

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -