Sequestro Azzolini, fermati due amici della vittima: cercavano un 'tesoro'

Sequestro Azzolini, fermati due amici della vittima: cercavano un 'tesoro'

Sequestro Azzolini, fermati due amici della vittima: cercavano un 'tesoro'

BOLOGNA - Probabilmente i rapitori cercavano un ‘tesoro': è una delle piste che sta alla base delle indagini sul rapimento e la morte di Silvano Azzolini, l'ex consulente finanziario il cui corpo senza vita è stato trovato la notte tra giovedì e venerdì nei pressi del Monte Busca, sulle colline forlivesi. In carcere sono finiti il 57enne bolognese Flavio Dell'Erba ed il napoletano 34enne Giuseppe Corcione. Il primo è titolare di una cooperative di pulizie e di piccoli lavori manovali che si trova a Bologna.

 

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Il secondo è un manovale che lavorava spesso per Dell'Erba ed è residente a Faenza, dove abita con la moglie e un figlio piccolo. Entrambi dovranno rispondere dell'accusa di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione con l'aggravante dell'omicidio. Ad incastrarli è stato il furgone di proprietà del 57enne usato per il rapimento avvenuto lunedì mattina alle 7 in via Tosarelli a Villanova di Castenaso, alle porte di Bologna.

 

Fondamentali per il buon esito delle indagini sono state le immagini delle telecamere, acquisite dagli inquirenti che portato alla luce tre elementi. Sul furgone c'era il tagliando che consente di accedere nel centro di Bologna; il mezzo, al quale erano state applicate delle targhe rubate, disponeva di un portapacchi e gli mancava un fascione laterale. Inoltre erano stati applicati due buchi dai quali era possibile vedere all'esterno. Il che valorizza l'ipotesi che Azzolini era stato pedinato prima di esser sequestrato.

 

Gli inquirenti, grazie agli elementi raccolti, hanno subito individuato Dell'Erba. Quest'ultimo aveva una relazione con la titolare dello studio commerciale di Castenaso con cui Azzolini collaborava. Ma la donna e i suoi due figli, a casa dei quali la vittima abitava a Selva Malvezzi, frazione di Molinella, nel Bolognese, al momento vengono definiti estranei alla vicenda. Corcione, invece, si era nascosto a Reggio Emilia dove aveva un paio di zii. Ed e' li' che e' stato trovato giovedì pomeriggio e fermato.

 

Corcione e Dell'Erba, che conoscevano l'ostaggio, avevano eseguito dei lavori per conto di Azzolini. In particolar modo, gli avevano ristrutturato dei capannoni situati a San Felice sul Panaro, nel Modenese. Il 57enne ha riferito di aver saputo che il manovale napoletano aveva intenzione di fare qualcosa ma che non immaginava si trattasse di un sequestro. E comunque gli aveva prestato il suo furgone. Corcione, invece, ha riferito che era alla guida del furgone Nissan la mattina di lunedì e di essersi servito di alcuni manovali con cui lavorava.

 

Secondo la sua versione, quest'ultimi avrebbero caricato sul mezzo l'ex consulente finanziario sul veicolo, mentre lui ha guidato fino a Tredozio, nel Forlivese, dove alcune settimane fa aveva preso in affitto la casa dove doveva essere nascosto l'ostaggio. Quel giorno, ha continuato il manovale, ha accompagnato i suoi complici e la vittima in quella casa e poi si è allontanato. Solo dopo avrebbe saputo che Azzolini era morto e che il suo corpo era stato nascosto in un bosco poco distante dall'abitazione.

 

Giovedì sera il macabro ritrovamento. Il cadavere, sotto terra coperto da un telo, è stato trovato dai Carabinieri, coadiuvati dai Vigili del Fuoco, a Monte Busca, una frazione del comune di Tredozio, sull'Alto Appennino forlivese. Sul viso la vittima presentava segni di rigonfiamento. Tuttavia bisognerà attendere i primi accertamenti del medico legale per fissare l'orario e le cause della morte. Azzolini, infatti, era gravemente sofferente di cuore e per il diabete.

 

Le indagini, nel frattempo, proseguono a 360 gradi. Si cercano, infatti, i complici che hanno partecipato all'azione, che sarebbero dell'Est Europa. Sembra ormai certo il movente. I responsabili del rapimento erano convinti che la vittima avesse una grossa disponibilità di denaro in uno dei Paesi esteri in cui viaggiava spesso per lavoro. Sembra che fosse stata la stessa vittima a vantare grosse disponibilità economiche. Ma su questo sono in corso accertamenti.


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