Si impicca in cella, 19esimo suicidio in carcere in Italia

Si impicca in cella, 19esimo suicidio in carcere in Italia

Si impicca in cella, 19esimo suicidio in carcere in Italia

ROMA - Diciannovesimo suicidio dall'inizio dell'anno in Italia. La vittima è un 31enne siculo originario di Vittoria (Ragusa), che martedì sera ha deciso di farla finita con la vita impiccandosi nella sua cella di Rebbia Nuovo Complesso con una striscia di tessuto appesa alle sbarre della finestra. L'uomo si trovava in carcere dal 30 settembre del 2009, quando fu arrestato l'ultima volta per avere violato l'obbligo di soggiorno nel Comune di residenza.

 

Aveva alle spalle precedenti per furto e ricettazione. Il suicidio nel carcere di Rebibbia "è l'ennesimo, drammatico, campanello di allarme sulla situazione che si vive nelle carceri italiane, che speriamo stavolta non rimanga inascoltato", ha affermato in una nota il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. "Quello della scorsa notte è il secondo suicidio registrato nelle carceri del Lazio dall'inizio del 2010. È chiaro che in questa vicenda - ha aggiunto Marroni - sono in primis da comprendere i motivi che hanno portato un uomo a togliersi la vita".

 

"Resta, tuttavia, un innegabile e drammatico quadro di fondo: quello di un'emergenza carceri fatta di esorbitante sovraffollamento, fatiscenza di strutture, carenza di risorse economiche ed umane - ha chiosato -. Elementi che rendono, di fatto, impossibile il sostegno e l'assistenza ai detenuti e l'attuazione del principio costituzionale del recupero del reo. Una situazione che impone al nostro Parlamento di intervenire con urgenza per indicare una via di uscita a questa emergenza".

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