'Sia Anna Finocchiaro a rappresentare Forlì in parlamento''

'Sia Anna Finocchiaro a rappresentare Forlì in parlamento''

FORLI’ - “Che sia Anna Finocchiaro a rappresentare il territorio forlivese in parlamento”. E’ l’esortazione arrivata da Liviana Zanetti, ex candidata al Senato per il Pd, prima dei non eletti in Emilia-Romagna, arrivata lunedì sera all’assemblea territoriale del Pd forlivese, dove il malcontento per la mancanza di un rappresentante di centrosinistra e della zona in parlamento è stato tema di polemiche. Intanto si è aperto il cantiere per le Amministrative del 2009.


“Nella commissione per l’elaborazione dello statuto regionale del Pd – ha annunciato Liviana Zanetti – mi impegnerò affinchè venga inserita una clausola e cioè che quei candidati non della nostra regione che, senza dimettersi, impediscono ad un territorio il proprio diritto alla rappresentanza in parlamento, saranno loro in prima persona da avere l’onore di rappresentare quell’area territoriale, facendosi carico anche degli oneri annessi”.


L’esortazione sulla Finocchiaro arriva in virtù del fatto che, a causa del complicato meccanismo della legge elettorale, in Emilia-Romagna la coalizione a sostegno di Walter Veltroni (Partito democratico e Italia dei Valori) ha eletto 12 senatori; 11 di questi sono andati al Pd, uno alla lista di Di Pietro, che in regione ha ottenuto un risultato imprevisto (ma forse non imprevedibile).


Liviana Zanetti era collocata al dodicesimo posto nella lista regionale del Pd per il Senato, e dunque è passata dalla certezza assoluta della sua elezioni (sbandierata ai quattro venti durante la campagna elettorale sul territorio) all’amarezza per essere la prima dei non eletti; un’amarezza che ha investito tutto il gruppo dirigente forlivese del Pd, al punto che qualcuno ha già chiesto le dimissioni di Anna Finocchiaro (che così facendo libererebbe il posto per la Zanetti).

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Una misura estrema questa, ma resta il conto ‘politico’ che il Pd forlivese vuole presentare ai dirigenti regionali ma anche a quelli locali, chiedendo conto delle rispettive responsabilità per questo incidente diplomatico che taglia fuori Forlì dalla rappresentanza parlamentare, nonostante in termini percentuali la fedearzione forlivese si collochi al quarto posto in regione in termini di consenso.

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