Sicurezza, ronde. Monari (Pd): "pericolose e controproducenti"

Sicurezza, ronde. Monari (Pd): "pericolose e controproducenti"

BOLOGNA - Anche il capogruppo in Regione del Partito democratico, Marco Monari, interviene sull'istituzione delle ronde civiche. «La sicurezza è un bene prezioso, e va affidata a dei professionisti, quali sono le forze dell'ordine - sostiene il Presidente del Gruppo Pd in Regione - Non ci sentiamo tutelati da formazioni di militanti della destra che girano per la città di notte, esibendo le insegne di partito. Chi tuteleranno? Su quali basi? Seguendo quali criteri e spingendosi sino a che punto?».

 

«Gli incidenti avvenuti a Piacenza, l'enfasi sulla partenza di nuove ronde a Forlì e i fatti di cronaca dell'ultima settimana mi spingono a intervenire sulla scelta del Governo - osserva Monari -, presentata ai cittadini come uno strumento che dovrebbe garantire la sicurezza ma che, dopo pochi giorni, si è già dimostrato uno strumento pericoloso e controproducente».

 

«Bisogna che il Governo torni rapidamente sui suoi passi, anche perché una volta data copertura istituzionale a queste iniziative estemporanee e pericolose, diventa assai difficile controllane e limitarne gli effetti e ancor più tornare indietro», esorta Monari.

 

«Sia la Polizia che i Carabinieri si sono espressi in modo molto critico, e sottolineano tutti i rischi connessi al fatto di affidare la tutela della legalità e della sicurezza a gruppi di persone prive di preparazione ed esperienza adeguate» afferma Monari. «Per questo hanno già preannunciato che si rivolgeranno al Presidente della Repubblica».

 

"Il Vaticano stesso ha parlato di "fine dello stato di diritto" e la mobilitazione promossa a Bologna da don Giovanni Nicolini - ricorda Monari -ha raccolto un numero di adesioni molto alto, segno della preoccupazione dei cittadini. A lui si sono uniti molti esponenti del mondo sindacale e associazionistico".

 

Assai diversa è la scelta che la Regione Emilia Romagna ha compiuto con la legge 24/2003 che disciplina il contributo del volontariato nel campo della sicurezza, evidenzia il democratico. «Quel provvedimento regionale», dice Monari, «calibrato sulle esigenze del territorio ha prodotto risultati apprezzabili, fuori dall'enfasi emotiva di questi giorni. In Emilia Romagna vi sono circa 2000 persone impegnate in attività di volontariato in materia di salvaguardia della sicurezza delle città. Ma da una lettura comparata del provvedimento regionale con quello presentato dal Governo,  è chiara la differenza di funzione e garanzie offerte dalla normativa regionale, al fine di evitare qualsiasi degenerazione: Garanzie che il testo del Governo invece non dà».

 

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«E' ora che il Governo ammetta che si è trattato di un esperimento fallimentare e che ritiri  rapidamente il provvedimento, prima che la cronaca quotidiana lo costringa a tornare coi piedi per terra riferendo di fatti gravi che speriamo di non dover mai leggere» conclude Monari. 

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