Sociale: vittime di tratta, la Regione partecipa a un progetto transnazionale

Sociale: vittime di tratta, la Regione partecipa a un progetto transnazionale

Cresce anche in Emilia-Romagna il numero delle donne vittime di tratta che provengono dalla Romania, e per questo la Regione ha deciso di collaborare ad un progetto transnazionale di cooperazione tra Italia e Romania con l'intento di mettere in campo azioni concrete per contrastare il fenomeno del traffico di esseri umani.


La Giunta regionale ha approvato nei giorni scorsi il Protocollo d'intesa, che ha l'obiettivo fondamentale di garantire l'inclusione sociale e l'occupazionale alle vittime di tratta, attraverso azioni finanziate principalmente dal Fondo sociale europeo.


Al progetto, oltre all'Emilia-Romagna, partecipano altre nove Regioni italiane, Piemonte in qualità di capofila, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Sicilia e Toscana, oltre al Ministero del Lavoro, salute e politiche sociali e al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l'assistenza tecnica di Tecnostruttura. 

"Dobbiamo combattere il traffico di esseri umani - dice l'assessore regionale alla Formazione e Pari opportunità, Paola Manzini - e soprattutto dobbiamo fare in modo che le donne e i minori vittime di questo spregevole reato possano costruirsi una nuova vita e sottrarsi ai loro sfruttatori".

 

Grazie alla collaborazione con la Direzione Generale Occupazione, affari sociali e pari opportunità della Commissione europea, si è svolto nel febbraio scorso un incontro con il Ministero del lavoro rumeno, le Regioni coinvolte e i rappresentanti degli Stati sulle possibili azioni da sviluppare in sinergia e nei rispettivi territori.


Dal confronto sono nati i contenuti del protocollo, che prevede la promozione di interventi di inclusione sociale per le vittime di tratta, da realizzarsi soprattutto attraverso il Fondo Sociale Europeo, per migliorare l'integrazione e l'accesso al lavoro delle vittime del traffico. Inoltre, i diversi soggetti coinvolti si impegnano a scambiarsi esperienze nel settore dell'inclusione sociale e dell'occupazione delle vittime, a sostenere lo sviluppo di reti di professionisti in quest'ambito, e a promuovere gli esempi di successo che riguardano le donne vittime della tratta che sono riuscite ad integrarsi.

 

Sostegno alle vittime: le attività in Emilia-Romagna 


La programmazione FSE 2000-2006 ha integrato con azioni di orientamento e formazione i percorsi di inclusione sociale per le vittime di tratta, svolto dalla Direzione Generale Sanità e Politiche sociali, referente per il progetto regionale "Oltre la Strada", progetto attivato già dal 1996 con l'obiettivo di mettere in rete, sostenere e valorizzare le esperienze di contrasto alla schiavitù già presenti su numerosi territori emiliano-romagnoli.

 

La Regione attraverso il FSE, tra il 2000 e il 2006, ha finanziato sei attività a favore delle donne vittime di tratta, con un finanziamento complessivo di oltre 2 milioni di euro


Le donne che hanno partecipato ai progetti di reinserimento lavorativo sono state 644: 640 sono state collocate al lavoro e 4 hanno scelto il rientro nel paese d'origine.


Il valore aggiunto del Fondo Sociale Europeo è legato alla possibilità di integrare i percorsi di protezione e di uscita dalla situazione di schiavitù con prospettive di integrazione sociale e occupazionale legate al dopo, quindi in un'ottica di superamento dell'emergenza e di definizione di un progetto di vita alternativo.

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Anche nel primo bando regionale che dà avvio alla programmazione del Fondo Sociale Europeo per il periodo 2007-2013 si è richiesta la candidatura di progetti per sostenere percorsi formativi e di inserimento al lavoro rivolti a donne in condizioni di svantaggio. Tra i sette progetti finanziati in questo particolare ambito, vi è anche un intervento a favore delle donne vittime di tratta, in prosecuzione delle attività avviate nel precedente periodo.

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