Sono riminesi i pionieri italiani del fotovoltaico

Sono riminesi i pionieri italiani del fotovoltaico

Sono riminesi i pionieri italiani del fotovoltaico

RIMINI - Nuove tecnologie e nuovi progetti legati all'energia solare per l'Azienda agricola sperimentale di Santa Aquilina. La struttura - di proprietà del Centro di formazione professionale Enaip "Sergio Zavatta" di Rimini - vanta il primo impianto fotovoltaico del Riminese, attivo dal 1984, uno dei primi sperimentati in Italia.  Da qualche giorno è entrata in attività una nuova installazione solare, sulla base di un progetto del Gruppo Ubisol di Rimini, che ha aggiornato le tecnologie che a Santa Aquilina erano in funzione ormai da quasi tre decenni.

 

Si tratta di un evento storico nel settore nazionale delle energie rinnovabili, visto che i responsabili dell'Enaip, grazie al progetto di Santa Aquilina, vengono da sempre considerati i pionieri italiani del fotovoltaico. L'impianto solare dell'azienda, che alimenta irrigatori e illuminazione dei semenzai, era stato inaugurato nel 1984, ben 27 anni fa. Se oggi l'energia rinnovabile del sole è una tecnologia diffusa in tutto il pianeta, progettare un impianto fotovoltaico tre decenni fa rappresentava una scommessa, un vero e proprio salto nel futuro. Negli anni Ottanta - una sorta di era preistorica per il fotovoltaico - l'iniziativa dell'Enaip aveva coinvolto anche l'Università di Bologna e il Cnr. Il progetto, infatti, era stato firmato da due docenti del centro professionale - Ubaldo Rinaldi, attuale direttore dell'Enaip di Rimini, e Bruno Ciccarelli -  e da due professori dell'Alma Mater: Eugenio Faldella e Pier Ugo Calzolari, che dell'università di Bologna sarebbe poi divenuto rettore. Il coordinamento amministrativo era stato di Corrado Genestreti e la sperimentazione aveva preso vita sotto la guida dell'allora direttore del centro Zavatta, Elio Verdinelli.

 

L'esperienza riminese introduceva nuove tecnologie energetiche per l'agricoltura, prevedendo che il sole potesse alimentare il pompaggio dell'acqua per l'irrigazione e l'illuminazione dei semenzai. Ma c'era un secondo obiettivo di grande respiro: stimolare l'interesse e la collaborazione con un'industria nazionale che allora stava muovendo i primi passi. Due obiettivi che l'Enaip aveva pienamente centrato. Tanto che nel settembre del 1984, qualche mese dopo il taglio del nastro dell'impianto, a Rimini erano arrivati in visita cinquanta scienziati di Paesi emergenti, guidati dal professor Pier Ugo Calzolari, allora docente di elettronica applicata dell'università di Bologna. Ma non basta: qualche tempo dopo un impianto gemello era stato installato in Zimbabwe per alimentare con l'energia del sole la sala operatoria di un ospedale guidato dalla dottoressa missionaria riminese Marilena Pesaresi.

 

L'esperienza dell'azienda agricola di Santa Aquilina aveva così segnato uno dei momenti fondamentali per una tecnologia emergente, ossia il passaggio dalla teoria alle applicazioni pratiche. I pannelli installati a Rimini, inoltre, sono l'unico caso italiano su cui è stato possibile effettuare una verifica funzionale ultraventennale: il loro decadimento di produzione è stato solo del 15%.

Il fotovoltaico, da allora, ha mosso passi da gigante: basti considerare che in provincia di Rimini, solo negli ultimi cinque anni, sono nati circa 1.500 impianti fotovoltaici, tutti figli di quella prima storica installazione.

 

Un'ultima curiosità: i pannelli fotovoltaici installati nel 1984 a Sant'Aquilina e sostituiti nei giorni scorsi rappresentano ormai reperti di archeologia industriale. Per questo il Gruppo Ubisol ha recuperato i moduli, che verranno esposti in mostra nella sede dell'azienda riminese, nell'area dedicata alle visite didattiche delle scolaresche. Un atto di conservazione della memoria storica del territorio e delle sue eccellenze legate all'innovazione. Anche per ricordare ai più giovani che negli anni Ottanta Rimini era probabilmente la capitale delle discoteche, ma per la comunità scientifica era certamente la culla del fotovoltaico.

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