Sparatoria al peschereccio, Maroni: ''La Libia si è scusata''

Sparatoria al peschereccio, Maroni: ''La Libia si è scusata''

Sparatoria al peschereccio, Maroni: ''La Libia si è scusata''

ROMA - La Libia si è scusata per la sparatoria contro un peschereccio di Mazara del Vallo. Lo ha affermato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, evidenziando che quello che è accaduto domenica sera "è un fatto che non doveva accadere". Il titolare del Viminale vuole capire ciò che è accaduto: "la motovedetta libica è una delle sei che abbiamo consegnato al paese nordafricano sulla base di un accordo siglato nel 2007 dall'allora ministro Giuliano Amato".

 

A bordo, ha aggiunto, "ci sono militari italiani che per un periodo forniscono assistenza tecnica, ma non hanno funzioni di equipaggio". "Il comando è degli ufficiali libici, i nostri uomini non hanno ovviamente preso parte all'operazione - ha spiegato il ministro degli Esteri, Franco Frattini -. Il comandante libico ha ordinato di sparare in aria, poi invece è stata colpita l'imbarcazione. Il comandante generale della guardia costiera libica ha espresso le sue scuse alle autorità italiane per l'accaduto".

 

Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta per accertare se emerga un'utilizzazione dei mezzi donati dall'Italia alla Libia non coerente con le previsioni del Trattato firmato nel 2007. Un'indagine è stata aperta anche dalla Procura di Agrigento. Contemporaneamente Tripoli ha fatto sapere che anche "le autorità libiche hanno nominato un comitato d'inchiesta sui motivi dell'incidente, un comitato aperto anche agli italiani che vi potranno partecipare".

 

"Assistiamo a una vera e propria inerzia del governo italiano - ha affermato monsignor Domenico Mogavero, presidente del Consiglio Cei per gli Affari giuridici -. Preoccupa molto che non ci sia nessuna iniziativa politica sulla questione della competenza circa le acque del Mediterraneo. E la facilità con cui si mette mano alle armi e si attenta alla vita delle persone".

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