Spari libici, il Viminale: "Nessun inseguimento''

Spari libici, il Viminale: "Nessun inseguimento''

Spari libici, il Viminale: "Nessun inseguimento''

La motovedetta libica non ha inseguito il peschereccio italiano dopo il mitragliamento. E' quanto ha scritto il ministero dell'Interno nel verbale della riunione d'inchiesta che ha ricostruito quanto accaduto domenica al largo delle coste nordafricane. Nel documento è scritto che "la Guardia di finanza ha operato nel rispetto dei protocolli di cooperazione tra Italia e Libia". I militari libici hanno aperto il fuoco alle 19.25 prima in aria, poi in acqua e quindi contro lo scafo.

 

L'Ariete si trovava a "circa 30 miglia nautiche a nord della località di Abu Kammash. Ciò nonostante - si legge nel verbale - l'imbarcazione da pesca proseguiva la navigazione verso nord". Valutata l'impossibilità di bloccare la corsa del peschereccio italiano, il comandante della motovedetta libica avrebbe ha deciso "di interrompere l'azione in attesa di ordini da parte delle Autorità libiche competenti".

 

Gli ordini sarebbero arrivati dopo circa tre quarti d'ora, e in seguito ai quali "il comandante del Guardacoste invertiva la rotta e si dirigeva verso il porto di Zuwarah". Il ministero dell'Interno ha anche sottolineato come la presenza degli uomini della Guardia di Finanza a bordo della motovedetta libica fosse "nel rispetto dei protocolli di cooperazione tra Italia e Libia".

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