"Spiati" da Tavaroli, tre ravennati 'vittime' dello scandalo-Telecom

"Spiati" da Tavaroli, tre ravennati 'vittime' dello scandalo-Telecom

Tre ravennati nella 'rete' di Giuliano Tavaroli

RAVENNA - Ci sarebbero anche tre ravennati tra le presunte vittime delle intercettazioni illegali compiute dall'ex capo della sicurezza di Telecom, Giuliano Tavaroli. Trentaquattro sono le persone indagate dalla Procura di Milano, mentre tra le parti offese figurano anche un faentino, una donna di Bagnacavallo e un imprenditore ravennate, che sarebbero stati "spiati" secondo l'accusa, dall'agenzia investigativa toscana "Polis d'Istinto" su incarico proprio di Tavaroli.

Le tre persone ‘controllate' sono un faentino di 34 anni, una signora di Bagnacavallo di 53 anni e un imprenditore ravennate di 55 anni, che l'edizione ravennate de "Il Resto del Carlino" ha individuato essere Franco Naccari. Quest'ultimo è presidente di una importante società di servizi, in affari con il gruppo Pirelli.

Nei suoi confronti il 2 agosto del 2005 alle 10.59 è stata compiuta da Udine un'interrogazione nella banca dati del ministero dell'Interno e all'Anagrafe tributaria. Naccari non era a conoscenza di essere inserito nell'inchiesta milanese come parte offesa. Del resto sono migliaia le persone che sarebbero state ‘spiate' da Tavaroli e compagni, non solo personaggi famosi ma anche persone comuni, gran parte delle quali non sanno di essere parte dell'inchiesta in quanto ‘vittime' di queste presunte azioni di spionaggio.

La donna bagnacavallese, ad esempio, è stata oggetto delle attenzioni del gruppo finito sotto inchiesta (che vede coinvolto anche il lughese Marco Mancini, all'epoca dei fatti dirigente di vertice del servizio segreto del Sismi). Nei suoi della donna era presente un documento presso l'agenzia "Polis d'Istinto" di Emanuele Cipriani, riferito ad un ‘controllo' della consistenza del suo conto bancario.

Il 34enne faentino, invece, sarebbe stato vittima di un'incursione (avvenuta il 30 giugno del 2003) all'interno del proprio casellario giudiziario; un fatto illegale, poiché per le agenzie investigative private è vietato prendere visione del certificato penale di un individuo.

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