Stefano Bonaccini, candidato alla segreteria regionale del Pd: "No ad un partito liquido"

Stefano Bonaccini, candidato alla segreteria regionale del Pd: "No ad un partito liquido"

Stefano Bonaccini, candidato alla segreteria regionale del Pd: "No ad un partito liquido"

MODENA - "No ad un partito liquido, ma leggero e radicato nel territorio". Questo il motto del candidato alla segreteria regionale del Pd, per la mozione Bersani, Stefano Bonaccini. Sarà una corsa corretta, quella che il 42enne modenese vuole condurre: "Credo che non dobbiamo replicare qui i vizi che hanno fatto male al partito, come le risse tra le persone". Massima stima dunque per Mariangela Bastico (mozione Franceschini) e Thomas Casadei (mozione Marino).

 

Dice dei suoi avversari, seguendo la linea 'bersaniana': "Ho grande rispetto di tutti. Da segretario del Pd modenese ho mostrato la mia stima alla Bastico candidandola al Senato. Casadei arricchirà il dibattito".

 

L'esperienza politica non manca a Bonaccini: nato a Campogalliano, in provincia di Modena, comincia come assessore qui, da ragazzo. Poi esperienze da segretario modenese dei Ds, del Pds e infine del Pd, intervallate da due mandati come assessore a Modena. Bersani lo voleva, e disse, ancor prima della candidatura ufficiale: "Quando voto, lo voto".

 

"Sapevo della stima di Bersani e di Errani, ma prima volevo sondare varie opinioni, ascoltare un parere più largo. Mi hanno detto che potevo riscuotere successo, tenendo conto che il Pd modenese è quello che ha perso meno in Italia". Da qui la sue candidatura, che al 29 luglio ha raccolto le 1.300 firme di iscritti necessarie, "non solo a Modena, ma in tutta l'Emilia-Romagna", ci tiene a sottolineare.

 

Perchè Bersani? "Ha un'idea del partito simile alla mia - spiega - che guarda al futuro in maniera strategica. Il Pd nazionale ha perso milioni di voti, bisogna recuperare l'identità riformista, per questo dico no ad un partito liquido: un altra cosa è essere leggeri. Fondamentale anche il radicamento sul territorio, soprattutto in un momento in cui la crisi si fa sentire così pesantemente: Bersani sui temi del lavoro, dell'economia e dello sviluppo è più 'attrezzato' di Frenceschini".

 

Chiara Fabbri

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