Strage di Bologna, Bonaccini: "Serve tutta la verità, a partire dai mandanti"

La commemorazione delle 85 vittime nel 36esimo anniversario della strage alla Stazione di Bologna: "L'Emilia-Romagna è con chi sta dalla parte della democrazia e della legalità, il nostro grazie all'Associazione dei familiari"

 “Il 2 agosto 1980 è una data indelebile, fissata nell’anima di tutti noi. E la strage che quel giorno causò la morte di 85 persone e il ferimento di altri 200 innocenti è uno dei passaggi più drammatici nella storia di Bologna e dell’Emilia-Romagna”. Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ricorda oggi il 36esimo anniversario della strage alla Stazione. “Quel giorno- prosegue Bonaccini, che partecipa alla “Giornata in memoria delle vittime di tutte le stragi”, organizzata dall’Associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto-, e nelle settimane successive, da subito i cittadini, le donne e gli uomini di questa terra unirono alla sofferenza più straziante l’impegno e la volontà per restare in piedi e ripartire, per difendere la democrazia e i valori della convivenza civile. La sofferenza e, immediatamente, l’esempio. Così come successo nel nostro Paese di fronte ad altrettante stragi: Piazza Fontana a Milano, Piazza della Loggia a Brescia, l’Italicus, il Rapido 904, Ustica, Capaci, Via D'Amelio. Ferite che non si possono rimarginare, ma ogni volta, ad ogni anniversario, il popolo che sfila in piazza per commemorare le vittime e per fare Memoria rappresenta un monito che mai deve cadere nel vuoto: serve la verità, tutta la verità, a partire dai mandanti”.

“Ciò vale per tutte le stragi e vale anche- sottolinea il presidente- per la strage alla Stazione di Bologna, di cui quest’anno cade il 36esimo anniversario. Un giorno, quello di oggi, che segna però un passo in avanti di portata storica: entra infatti in vigore il reato di depistaggio, grazie alla legge approvata lo scorso 6 luglio. ‘Una bella notizia’, ha commentato Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime - familiari a cui ci stringiamo e a cui va il mio, il nostro grazie per l’incessante impegno in favore della verità - davanti a una legge che l’Associazione chiedeva con forza da anni. Lo stesso presidente Bolognesi ha sottolineato altri segnali positivi che si intravedono: l’impegno del Governo affinché la legge sul risarcimento dei familiari possa essere applicata più facilmente dalle amministrazioni interessate, andando oltre burocrazie e interpretazioni sempre diverse, e in tal senso sono previsti interventi nella prossima Legge di Stabilità per definire una volta per tutte il funzionamento corretto della legge 206/2004; la soluzione per la declassificazione degli atti prevista da una direttiva del Governo che i familiari hanno accettato molto favorevolmente, anche se - hanno sostenuto - fino ad oggi la direttiva stessa non è stata sempre applicata in modo corretto. Attualmente c’è l’impegno a coinvolgere le associazioni con propri esperti, ed è previsto un finanziamento all’Archivio di Stato per curare la digitalizzazione, così da renderli davvero accessibili. E ancora, la disponibilità giunta dal neo Procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, a valutare eventuali nuovi elementi che dovessero emergere sulla strage del 2 agosto, elemento anche questo salutato con soddisfazione dal presidente Bolognesi alla luce del dossier consegnato alla Procura dall’Associazione dei familiari per fornire elementi utili sui mandanti e gli eventuali collegamenti con altre stragi che hanno segnato la storia d’Italia. Tutti temi, peraltro, sui quali è aperto il confronto con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, presente a Bologna per la commemorazione che nel suo intervento in Consiglio comunale ha elencato gli importanti interventi realizzati dal Governo, sia sull’applicazione della legge sui risarcimenti sia sulla desecretazione degli atti”.

“Passi in avanti- aggiunge Bonaccini- , ma ci sono ancora domande senza risposta, e risposte che in passato hanno deviato il corso della verità. Una verità che ancora una volta tanti cittadini tornano a chiedere sfilando in corteo a Bologna e poi davanti alla Stazione, cittadini che le Istituzioni hanno il dovere di ascoltare. Cittadini e Istituzioni che in primo luogo rendono omaggio alle vittime innocenti di una folle barbarie”.

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“Il bisogno di verità. La ricerca della verità. Il fare Memoria. L’Emilia-Romagna- conclude il presidente- non dimentica e si schiera con chi sta dalla parte della democrazia, della legalità, della convivenza civile, dei valori che hanno guidato questa terra contro fascismo e terrorismo”.

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