Strage di Erba, Frigerio: ''Mi ha aggredito Olindo Romano''

Strage di Erba, Frigerio: ''Mi ha aggredito Olindo Romano''

Ad aggredirlo due persone. Mario Frigerio, testimone oculare ed unico sopravvissuto alla strage di Erba, ha ripercorso nell’aula del tribunale di Como, dove è andata di scena corso l'ottava udienza del processo, l’aggressione che l’ha ridotto in fin di vita quella sera dell’11 dicembre 2006 in cui persero la vita la moglie Valeria Cherubini ed altre tre persone. "C'erano due persone e di una sono sicurissimo che fosse Olindo, l'altra non posso giurare che fosse la moglie".


“Mi è sembrato di vedere la moglie, Rosa Bazzi, metà però, dietro lo stipite – ha dichiarato Frigerio al Om Massimo Astori-. Non posso giurarlo però ho pensato Olindo Romano con la moglie quei due delinquenti". “Lo vedevo benissimo – ha continuato il sopravvissuto parlando di Olindo Romano -, ho l’assoluta certezza, non mi dimenticherò mai quella faccia. Mi guardava con due occhi d’assassino, uno sguardo strano”.


Frigerio ha raccontato di essere stato preso per il collo da Olindo che poi l’ha colpito forte allo zigomo destro. “E’ stato una belva” ha detto il testimone. Ad aggredire la moglie, la signora Cherubini, invece, sarebbe stata un’altra persona.


"A me non interessava salvare me, ma mia moglie” ha ricordato Frigerio ripercorrendo il momento in cui la moglie Valeria Cherubini veniva colpita a morte dai killer. All'arrivo dei soccorsi, nella corte di via Diaz luogo della strage, il superstite voleva solo sentire dire "che era viva e invece il primo vigile del fuoco Bartesaghi non ha detto niente". Frigerio è stato trasportato in ambulanza all'ospedale sant'Anna di Como e anche lungo il tragitto "speravo -dice- che fosse viva. Mentre mi svegliavo pensavo fosse un brutto sogno invece era la realtà".


LO SCONTRO - Frigerio poi si è alla difesa dei coniugi Romano, Olindo e Rosa Bazzi, accusati del quadruplice omicidio. Frigerio, esclamando più volte “vergognatevi, vergognatevi”. Pochi minuti di tensione che hanno richiesto una piccola pausa prima della ripresa dell'udienza.

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“FAREI IL KAMIKAZE” - "Farei il kamikaze così muoio anch'io e non mi condannano". E' una delle farsi pronunciate da Olindo Romano contenute nella relazione di servizio firmata da alcuni agenti della polizia penitenziaria del carcere di Como in cui è detenuto dal gennaio 2007. Frasi ascoltate dagli agenti che lo sorvegliano a vista e che sono stati chiamati a depositare nell'aula del Tribunale di Como. “Ammazzare una persona non è così male - avrebbe detto Olindo -. Viene voglia di farlo ancora”. Davanti al giudice è comparso anche Marco Santoro, comandate del carcere di Como. Romano successivamente si giustificò dicendo di aver detto quelli frasi in un momento di rabbia.

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