Strage di Erba, parla Olindo Romano: ''Mi hanno fatto il lavaggio del cervello''

Strage di Erba, parla Olindo Romano: ''Mi hanno fatto il lavaggio del cervello''

COMO - “Mi hanno detto che se mi pentivo e confessavo con il rito abbreviato e una buona condotta avrei scontato 5 anni di carcere e mia moglie sarebbe stata scarcerata subito e sarebbe tornata a casa”. Confessione choc e spontanea dell’imputato Olindo Romano nel corso della sesta udienza al tribunale di Como per la strage di Erba che vede come imputata anche la moglie Rosa Bazzi.“E' come se mi avessero fatto il lavaggio del cervello” ha dichiarato Romano.


Lunedì si è svolta al tribunale di Como la sesta udienza per la strage di Erba che vede come imputati Olindo Romano e Rosa Bazzi per l’omicidio di Raffaella Castagna, del suo figlio Youssef, della madre della donna, Paola Galli e della vicina di casa, Valeria Cherubini. Prima di ascoltare i testimoni chiamati dall'accusa, l'avvocato della difesa ha chiesto che Olindo fosse sentito in aula per alcune dichiarazioni spontanee. Il presidente della Corte di Assise del Tribunale di Como, Alessandro Bianchi, ha dato il consenso e Olindo ha lasciato la gabbia all'interno dell'aula per parlare.


“LAVAGGIO DEL CERVELLO” - “E' come se mi avessero fatto il lavaggio del cervello – ha dichiarato spontaneamente Romano -. Mi hanno detto che se mi pentivo e confessavo con il rito abbreviato e una buona condotta avrei scontato 5 anni di carcere e mia moglie sarebbe stata scarcerata subito e sarebbe tornata a casa”.


Romano ha rivissuto i minuti prima della sua confessione del 10 gennaio 2007, raccontando l'incontro con due carabinieri che quella mattina andarono in carcere per rilevare le sue impronte. "Se confessavo mi sarei tolto un grosso peso dalla coscienza – ha raccontato Olindo - dicevano i due militari raccontandomi che Frigerio mi aveva visto e con la traccia di sangue trovata sull'auto avrei scontato l'ergastolo".

Difesa Romano: “Olindo con carabinieri prima di confessione”. ''Olindo Romano restò da solo per 3 o 4 ore con due Carabinieri prima della confessione”. Così Enzo Pacia, uno dei difensori dei coniugi Romano ha messo in dubbio la confessione, poi ritrattata, da parte del suo cliente. “Olindo – ha sottolineato Pacia - non doveva restare da solo con i due carabinieri che erano andati in carcere solo per prendergli le impronte digitali”.

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