Strage di via d'Amelio, fermato un fedele dei boss Graviano

Strage di via d'Amelio, fermato un fedele dei boss Graviano

Strage di via d'Amelio, fermato un fedele dei boss Graviano

PALERMO - Uno dei presunti responsabili della strage di via D'Amelio, costato la vita, il 19 luglio 1992, al giudice Paolo Borsellino e a cinque agenti di scorta, è stato fermato e interrogato a Palermo dagli agenti della Dia su ordine dei pm di Caltanissetta Sergio Lari, Domenico Gozzo, Nicolò Marino e Gabriele Paci. Si tratta di Fabio Tranchina, colpito da un provvedimento di fermo immediato oltre che dalla Procura di Caltanissetta anche da quella di Palermo.

 

La notizia è stata riferita dal settimanale "L'Espresso". Tranchina, arrestato all'aeroporto di Palermo dalla Dia, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo quanto riportato dal settimanale, Tranchino avrebbe rivestito un ruolo importante durante le fasi dell'attentato. Già arrestato in passato per mafia, sarebbe anche cognato di Cesare Lupo, uomo d'onore legato ai fratelli Graviano, capi della cosca di Brancaccio.

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