Stragi del sabato sera, aumentano i controlli: in 14 anni morti calati del 60%

"Sono noti i positivi risultati ottenuti in questo segmento della sinistrosità stradale negli ultimi anni - osserva Biserni -. Si pensi che in queste stesse due notti nel non lontano 2000 si contavano ancora 917 vittime"

L'Emilia Romagna è al terzo posto nella triste classifica degli incidenti del sabato sera. E' quanto emerge dati dati elaborati dall'Osservatorio il Centauro di Asaps, l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale con sede a Forlì. "Il report - chiarisce il presidente Giordano Biserni - è stato organizzato in modo da registrare e archiviare gli incidenti mortali e comunque gravi avvenuti nelle due notti del fine settimana, ed esattamente nelle 16 ore, che noi abbiamo definito maledette per il loro alto tasso di sinistrosità mortale, quelle che vanno dalle 22 del venerdì alle 6 del sabato e dalle 22 del sabato alle 6 della domenica, con un’unica prerogativa che almeno uno dei conducenti coinvolti non abbia più di 30 anni".

"Sono noti i positivi risultati ottenuti in questo segmento della sinistrosità stradale negli ultimi anni - osserva Biserni -. Si pensi che in queste stesse due notti nel non lontano 2000 si contavano ancora 917 vittime, che sono scese a 363 nel 2012, cioè 554 morti in meno e un calo del 60,4%. Merito delle nuove leggi, merito di un più intenso utilizzo dell’etilometro. Siamo passati da 200.000 controlli l’anno nel 2006, a quasi 2 milioni nel 2013 da parte della Polizia Stradale e Carabinieri, si devono poi aggiungere quelli delle Polizie Locali, ora molto più frequenti. Importanti anche le campagne informative e di sensibilizzazione negli snodi del nomadismo notturno come “Brindo con prudenza” della Fondazione Ania".

"Nei primi 6 mesi del 2014 - illustra il presidente di Asasp - l'Osservatorio sulle stragi del sabato sera ha registrato 121 incidenti gravi, che hanno causato 81 morti e 199 feriti. 56 sinistri sono avvenuti al nord, 22 al centro e 43 al sud, dove il fenomeno sta facendo registrare una preoccupante crescita. 21 vittime avevano un’età fino a 20 anni, 30 avevano un’età da 21 a 25 anni, 21 da 26 a 30 anni, 9 oltre 30 anni (sono deceduti in un incidente in cui uno dei conducenti aveva meno di 30 anni). Gli episodi plurimortali (due o più vittime) sono stati 11".

"I casi di pirateria mortale o grave nelle sole notti del fine settimana sono stati 14 - aggiunge Biserni -. Gli episodi di guida in stato di ebbrezza accertati nell’immediatezza 5, per altri si sono sviluppati procedimenti di accertamento di cui non è stato comunicato l’esito. 58 incidenti sono avvenuti in aree urbane, 54 su statali e provinciali, 9 sulle autostrade. 57 le fuoriuscite per sbandamento senza il coinvolgimento di altri veicoli pari al 48%".

"Le regioni con il maggior numero di incidenti  ricadenti in questo osservatorio - chiarisce il presidente di Asaps - sono la Lombardia con 21 sinistri gravi o mortali con 17 vittime, segue a sorpresa la Sicilia con 15 incidenti e 10 vittime, che supera regioni tradizionalmente ad alto rischio per questo tipo di incidenti notturni nel fine settimana come l’Emilia Romagna e il Veneto entrambe con 14 episodi e 6 vittime. Anche per  la Campania si registrano 14 eventi gravi, ma con 10 vittime, e il Lazio con 10 episodi ma 11 vittime".

"I dati - conclude Biserni - dimostrano come questa tipologia di incidenti, che hanno falciato tante giovani vite, stia diminuendo al nord dove ha inciso anche un cambio del modello del divertimento, con un minor nomadismo notturno e più movide in città (dove l’alcol la fa ancora da padrone), ma sta percentualmente crescendo al sud dove forse la mobilità da divertimento nelle notti del fine settimana è in espansione su una rete stradale oggettivamente più pericolosa specie la notte, con strade meno illuminate e segnaletica confusa, dove servirebbe un potenziamento delle campagne informative e dei controlli".

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