Studio Antares per RomagnaOggi.it: il mobile imbottito si salva solo col "distretto"

Studio Antares per RomagnaOggi.it: il mobile imbottito si salva solo col "distretto"

Studio Antares per RomagnaOggi.it: il mobile imbottito si salva solo col "distretto"

FORLI' - Forlì è a rischio di diventare come Prato, un distretto ormai di fatto in mano ai cinesi, per quanto riguarda il mobile imbottito? E' il timore che si è diffuso in città dopo la puntata di Report di domenica scorsa, che ha messo il dito nella piaga del sistema di concorrenza sleale messo. Per un approfondimento del Centro Studi Antares, elaborato in esclusiva per RomagnaOggi.it, tutto sta nella capacità di "mettersi assieme", di "fare distretto": non tutto è perduto.


LEGALITA' NELSETTORE E SOLIDARIETA' ALLE DENUNCIANTI: LA PETIZIONE

PUNTATA DI REPORT, COSA NE PENSI? IL SONDAGGIO

 

 

ECCO L'APPROFONDIMENTO DEL CENTRO STUDI ANTARES

  

Il futuro del mobile imbottito: imprese in ordine sparso o distretto?

 

Nel momento in cui sono molte le voci che sembrano accreditare un ruolo importante al Made in Italy per la ripresa dalla crisi (argomento discutibile quanto si vuole ma è inconfutabile che uno dei pochi dati positivi italiani di questi tempi è il saldo commerciale del Made in Italy), qual è la posizione del mobile imbottito nello scenario competitivo italiano?

 

Sulla base di dati ISTAT, dal 2006 al 2008 le esportazioni italiane dei divani sono diminuite del 14%. A giugno 2009 l'export di divani era addirittura sceso del 17% rispetto all'anno prima. Il mercato USA è crollato del 90% tra il 2000 ed il 2008. Negli ultimi anni va anche male l'export verso l'Europa e soprattutto verso i due principali partner commerciali (Francia e Germania). L'unica vera finestra di opportunità che si è aperta è rappresentata dall'area del mediterraneo.

 

L'attenzione che si è riversata negli ultimi giorni sulle imprese del mobile imbottito forlivese, ma soprattutto le posizioni delle diverse parti in causa (imprenditori, associazioni, sindacati e forze dell'ordine), non dovrebbe farci dimenticare che si è in presenza di un problema complesso sotto diversi punti di vista, primo fra tutti quello competitivo che riguarda:

1- concorrenza sleale;

2- scarso controllo della rete distributiva;

3- concorrenza interna in termini di politiche industriali.

 

1- Nel distretto forlivese il problema della concorrenza sleale è il più urgente ed è al centro di indagini. Non vorremmo però che si riducesse tutto ad una discussione sull'etica individuale di impresa.

 

Va detto che l'attuale situazione che si riscontra a Forlì è osservabile anche in altre aree distrettuali italiane, talvolta in modo anche più aggravato come nel caso del distretto del tessile abbigliamento di Prato. Per offrire un confronto utile, bisogna considerare che a Prato le imprese a titolarità cinese sono ormai l'80% dell'intero comparto abbigliamento.

 

A Forlì c'è certamente un problema di competizione illegale ma il mobile imbottito forlivese non è ancora totalmente nelle mani di imprese cinesi. La Camera di Commercio le stima essere intorno al 15% e più che raddoppiante dal 2003. Esiste meno che a Prato un problema di "cattura" del distretto; esiste però un problema di strategia complessiva del distretto. La realtà forlivese è certamente resa complessa dal tipo di filiera che trova sbocco in pochi clienti finali (soprattutto catene di distribuzione di livello europeo) per cui le imprese locali che lavorano in subfornitura sono sottoposte a una forte pressione di prezzo per restare agganciate ai pochi clienti finali.

 

 

2- Come emerso a più riprese nel corso dell'ultimo anno dai tavoli che le istituzioni locali hanno tenuto sul tema: esiste un problema di posizionamento del prodotto locale e di riconoscimento del valore all'interno delle filiere internazionali.

 

A Forlì l'ISTAT assegna il distretto dei beni per la casa che conta (secondo il censimento del 2001) circa 2.000 unità locali manifatturiere. Il sistema del mobile imbottito è però maggiormente circoscritto e secondo una recente stima della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, annovera circa 260 imprese. Il valore dell'esportazione del mobile imbottito forlivese è, secondo l'ufficio Studi di Intesa-San Paolo di 152 milioni nel 2008 e rappresenta circa il 2% del totale delle esportazioni dei sistemi distrettuali dell'Emilia Romagna.

 

Il valore della manifattura nella provincia di Forlì-Cesena rappresenta il 24% del totale del valore aggiunto provinciale e le imprese manifatturiere sono il 13% di tutte le imprese del territorio, mentre il mobile imbottito pur rappresentando il 5% delle imprese manifatturiere provinciali, produce solo il 6% del valore aggiunto manifatturiero territoriale. È in questa differenza di proporzioni che, fermo restando il medio basso valore aggiunto riconosciuto alle fasi produttive della lavorazione dei divani, sta il problema del controllo della filiera.

 

3- A livello italiano tra le diverse aree specializzate nella produzione di divani, uno dei maggiori competitor per il distretto forlivese è quello della Murgia (Bari e Matera contano circa 10.000 addetti, contro i 2.300 del distretto forlivese e il valore dell'export di Forlì-Cesena rappresenta solo il 23% del valore esportato nel mondo dal distretto del mezzogiorno).

 

La competizione sul fronte interno è aggravata della presenza di politiche industriali selettive. La capacità di competizione del distretto della Murgia è facilitata da una serie di interventi di policy nazionali che lo Stato ha reso possibile negli ultimi anni, ne è un esempio il provvedimento sulle zone franche urbane.

 

Questi tre elementi concorrono a ridurre la competitività del distretto forlivese. Lo stesso valore dell'export dei divani forlivesi è tra i più bassi dei distretti emiliano-romagnoli, dato questo che deriva dalla bassa presenza di imprese esportatrici. Di fatto la Camera di Commercio di Forlì-Cesena stima che solo il 13% delle imprese del mobile imbottito siano esportatrici abituali. Quindi si tratterebbe di poco più di 30 imprese con forte vocazione all'export e che presumibilmente svolgono funzione di capocommessa e di leadership sul territorio.

 

 

Le vie di uscita

Da alcuni anni sono molte le ricette elaborate per il mobile imbottito forlivese e non vogliamo ripercorrerle qui anche perché le associazioni di rappresentanza e la Camera di Commercio e la Provincia hanno svolto su questo un lavoro molto ampio. Ci sono soluzioni di policy che vengono attuate per distretti in crisi. Il distretto di Prato ad esempio è stato dichiarato lo scorso settembre ufficialmente in crisi ed è oggetto di un accordo di programma tra Regione e Governo che dovrebbe facilitare la riconversione delle produzioni locali verso nuove forme di innovazione sia sui materiali che di tipo ambientale.

 

Difficilmente però, nel caso forlivese, se ne esce senza un recupero forte del senso di distretto ed un investimento importante in una riconfigurazione complessiva di tutto il sistema mobile imbottito.

Se ci sono precluse strade come l'accordo di programma che funzionano per Regioni che ufficialmente hanno riconosciuto i distretti, o soluzioni di aiuto di stato per zone in crisi come gli aiuti per le zone franche, l'unica strada percorribile resta quella di strutturare una catena distributiva per ottenere o potenziare il controllo sulla filiera e quindi non essere catturati dal imposizioni di prezzo esterne.

  

Si può, in questo senso, anche ipotizzare un percorso innovativo di finanza locale che richieda una strategia collettiva da parte degli imprenditori del sistema, le istituzioni e le banche.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Diversamente le imprese sono condannate ad andare in ordine sparso. Il costo sarà la scomparsa del distretto in quanto aggregato potenziale di più forze e di più competenze e la scelta di una strada diversa, quella  "di ognuno per sé".

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di pagnoncelli
    pagnoncelli

    Il problema caro Riccardo sta proprio nel fatto che chi è preposto a controllare non controlla affatto.

  • Avatar anonimo di Homer
    Homer

    Nel caso delgi illeciti l'unica soluzione è porvi fine. Tra l'altro non si sta parlando di concorrenza svolta in tuguri di non facile identificazione, ma di stabilimenti di un certo rilievo che tutti hanno mostrato di conoscere.

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -