Tagli agli enti locali, Ravenna si ribella: "E' macelleria sociale"

Tagli agli enti locali, Ravenna si ribella: "E' macelleria sociale"

Tagli agli enti locali, Ravenna si ribella: "E' macelleria sociale"

"E' una manovra di macelleria sociale quella che il governo ha appena varato; contro di essa auspichiamo una forte mobilitazione sociale e politica. Si tratta di un provvedimento sovversivo, che mina il rapporto tra governo centrale ed enti locali e che pregiudica il federalismo fiscale. Ai 13 miliardi di tagli agli enti locali già attuati se ne aggiungono altri 9, di cui 3 ricadono sui Comuni". Lo ha detto Valentina Morigi, assessore al Bilancio del Comune di Ravenna.

 

>LE IMMAGINI DELLA CONFERENZA STAMPA, Rafotocronaca

 

L'intervento di Morigi è avvenuto nel corso di una conferenza stampa che si è svolta martedì mattina in municipio, per esprimere appunto alcune considerazioni sulla manovra e per illustrarne i principali effetti sul bilancio comunale.

 

La giunta si appresta infatti ad approvare una variazione al bilancio, che approderà in consiglio entro pochi giorni. Lo deve fare alla luce della rideterminazione delle entrate statali prodotta dal decreto sul federalismo fiscale, che porterà ad un taglio di 276mila euro; un ulteriore taglio di un milione di euro è stato apportato ascrivendolo alla voce "costi della politica". "Una cosa che ha dell'incredibile - ha evidenziato l'assessore Morigi - se si pensa che il risparmio che viene dalla riduzione del numero dei consiglieri da 40 a 32 è di soli quarantamila euro l'anno".

 

"Dobbiamo far fronte - ha continuato Morigi - a questi tagli e a un aumento delle spese per i servizi scolastici, che per noi restano la priorità, come del resto i servizi ai cittadini in generale. Lo faremo attraverso una manovra correttiva straordinaria, impiegando la quota restante di avanzo di amministrazione e parte delle entrate derivanti dalla vendita di patrimonio pubblico, nello specifico di terreni in area portuale".

 

Per il momento non saranno toccati gli investimenti che però, ha anticipato l'assessore ai Lavori pubblici Andrea Corsini, dovranno essere oggetto di una ulteriore manovra correttiva in corso d'anno: "Per rispettare il patto di stabilità dovremo ridurre drasticamente le risorse comunali per gli investimenti pubblici. Al momento ammontano a 16 milioni, che già sono insufficienti per far fronte ai bisogni del territorio. Se i parametri per il rispetto del patto di stabilità non cambieranno, dovremo portarle almeno a 7; e in cassa abbiamo 30 milioni che non possiamo spendere, sempre per rispettare il patto di stabilità".

 

Il sindaco Fabrizio Matteucci, condividendo "l'allarme lanciato dai due assessori e il giudizio sulle ricadute della manovra sui bilanci degli enti locali, ha espresso l'auspicio che, una volta approvata rapidamente la finanziaria, il governo passi la mano e si possa cominciare a voltare pagina".


Commenti (1)

  • Avatar anonimo di TEX
    TEX

    La settimana scorsa era stata presentata in parlamento la proposta di abolizione delle province. Il PD col suo comportamento ha affossato la proposta. La casta salvaguarda ancora una volta posti di ditigenti non indispensabili. Le province hanno effettivamente alcune funzioni positive e magari non eliminabili ma, certamente accorpabili ai Comuni. Quello che è necessario è cominciare ad avere più persone che lavorano e costano meno per far funzionare la macchinona pubblica e meno burocrati(dirigenti funzionari ecc. presidente della prov, vice, consiglio, aiutanti, segreterie)che altro non sono che regali dei partiti(tacchine,bustarelle) ai propi sostenitori. Eliminando anche soltanto i dirigenti delle province e tutti i loro benefit i tagli alla regione non sarebbero così un problema, calcolando quante province ci sono in E.Romagna moltiplicatele per tutti i dirigenti, quadri ecc e per i loro stipendi e buone uscite. un risparmio per sempre.... per tutti gli anni a venire. Sapete che risparmio?

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