Tagli alla scuola, Errani: "Riduzione reale degli insegnanti è del 5 percento"

Tagli alla scuola, Errani: "Riduzione reale degli insegnanti è del 5 percento"

Tagli alla scuola, Errani: "Riduzione reale degli insegnanti è del 5 percento"

BOLOGNA - "I tagli del Governo puniscono l'Emilia Romagna". E il prossimo si profila come "un anno scolastico difficile". E' il commento del presidente della Regione Vasco Errani e dell'assessore regionale alla Scuola Giovanni Sedioli, dopo che l'Ufficio Scolastico Regionale ha comunicato  ufficialmente i dati degli organici per l'anno scolastico 2010-2011, nel corso della Conferenza Regionale per il Sistema Formativo che si e' tenuta in Regione.

 

Saranno 1.193 i docenti in meno in Emilia-Romagna il prossimo anno scolastico, un numero che si somma ai 1.636 insegnanti gia' tagliati nell'anno 2009-2010. "Il ministero lo ha presentato come un taglio del 3%, uno dei piu' bassi a livello nazionale, ma in realta' sara' di circa il 5%, visto che non ha tenuto conto della crescita della popolazione scolastica in regione, la crescita piu' alta a livello nazionale", spiegano Errani e Sedioli.

 

"E' la logica assurda dei tagli lineari e della chiusura al confronto per verificare le esigenze concrete dei territori. L'Emilia-Romagna e' da tempo al di sopra di tutti i parametri quantitativi determinati dal ministero, in rapporto al dimensionamento, al numero alunni/classe e alunni/docente, e la qualita' della sua scuola e' riconosciuta". Non sono ancora disponibili tutti i dati sugli effetti di dettaglio dei tagli sui singoli territori, proseguono Errani e Sedioli, "ma sicuramente i cittadini avranno meno servizi scolastici (particolarmente colpita sara' la scuola dell'infanzia) e meno tempo scuola (tempo pieno, tempo prolungato) ed e' a rischio concreto la sopravvivenza delle scuole di montagna, la cui presenza e' la base stessa dell'esistenza dei centri abitati".

 

"Non dimentichiamo- insistono Errani e Sedioli- che a tutto questo si associa la riduzione del personale non docente e l'insufficienza delle risorse per la gestione ordinaria della scuola". Insomma, "si profila un anno scolastico difficile, anche alla luce della partenza di una riforma della scuola superiore affrettata e non accompagnata dai necessari provvedimenti di sostegno (formazione dei docenti, libri di testo, accordi sulle qualifiche professionali)".

 

Presidente e assessore chiedono al ministero "di rivedere quanto al momento determinato, autorizzando un numero maggiore di docenti. Siamo certi che i parlamentari eletti in questa regione,  gli enti locali, le scuole, il sistema economico, le forze sociali condividono l'obiettivo di una scuola forte e qualificata, base dei diritti di cittadinanza e condizione per lo sviluppo economico". Dunque, "chiediamo loro un impegno in questo senso, come e' avvenuto in occasione della costruzione del patto per attraversare la crisi. Contiamo che l'Ufficio Scolastico Regionale e gli Uffici Scolastici Provinciali potranno e vorranno rappresentare al ministero la legittimita' ed il fondamento della  richiesta indicata".

 

La Regione, concludono Errani e Sedioli, "continuera' comunque ad assicurare alle scuole il proprio

sostegno per un migliore funzionamento ed ai cittadini l'iniziativa politica perche' la scuola sia un terreno prioritario di investimento e qualificazione".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di passatore
    passatore

    Se il vice di Errani si faceva meno vacanze con l'amante a spese dei contribuenti Romagnoli, oggi ci sarebbero più risorse per la scuola, le strade, la sanità , eccetera... È facile dar sempre la colpa agli altri e non guardare ai propri sprechi e all'incapacità di gestire le risorse ( enormi ) di questa regione, ma il piagnisteo paga, si trovano sempre gli allocchi che lo rivotano, e questo vale anche per il sindaco di Ravenna!

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