Tangenti a Genova: 5 arresti, tra cui il braccio destro del Sindaco

Tangenti a Genova: 5 arresti, tra cui il braccio destro del Sindaco

GENOVA - Caso tangenti: 5 in manette, fra cui Stefano Francesca, portavoce e braccio destro del Sindaco. Ora è in carcere, con l'assistenza dello psicologo perché distrutto. Il primo cittadino, Marta Vincenzi, lo ha licenziato, tirandosi fuori dalla vicenda. All'alba del sesto giorno dallo scoppio del caso, la Guardia di finanza ha notificato ai 5 indagati le ordinanze di custodia cautelare, firmate dal gip Roberto Fucigna.

 

Domani l'interrogatorio di garanzia, per i quattro in carcere, ed uno agli arresti domiciliari. Gli altri arresti: Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni, ex consiglieri comunali Ds nella passata amministrazione, e Roberto Alessio, titolare della "Alessio Carni", che, secondo l'ordinanza del gip "prometteva la sua intercessione presso alti esponenti del clero", In particolare il cardinale Tarcisio Bertone. L'accusa è di turbativa d'asta e associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

 

Per il manager Giuseppe Profiti, ex gestore delle finanze della Regione Liguria, ex vicepresidente dell'ospedale Galliera di Genova ed oggi presidente del Bambin Gesù di Roma, gli arresti domiciliari per turbativa d'asta.

 

Nell'ordinanza del magistrato, sono specificate le motivazioni degli arresti, che demoliscono la difesa del Sindaco di Genova: i sospetti sono tutti concentrati su questi mesi di governo del Comune, su fatti avvenuti durante questa amministrazione.

 

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Persino Casagrande e Fedrazzoni, ex consiglieri comunali non più rieletti, secondo il gip, avevano creato un comitato d'affari "vantando legami con esponenti della politica locale genovese in ragione della pregressa attività politica espletata nell'ambito del consiglio comunale di Genova, nonché nel partito Democratici di sinistra, si mostravano disponibili a prestare la propria attività per consentire ad Alessio di ottenere agevolazioni nell'aggiudicazione di gare d'appalto", gare che si sarebbero svolte da qui a poche settimane e per le quali, sempre secondo l'accusa, al braccio destro della Vincenzi sarebbe stata promessa una ricompensa da 20mila euro, sotto forma di consulenza, per evitare sospetti.

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