Tassa di soggiorno, sollevazione degli operatori: danneggia il turismo regionale

Tassa di soggiorno, sollevazione degli operatori: danneggia il turismo regionale

Tassa di soggiorno, sollevazione degli operatori: danneggia il turismo regionale

Confcommercio, Confesercenti, Confturismo, Assoturismo, Federalberghi e Asshotel dell'Emilia Romagna ribadiscono, la forte contrarietà alla reintroduzione della "tassa di soggiorno" che verrà discussa giovedì, in commissione bicamerale, nell'ambito del decreto attuativo sul federalismo. "Il turismo rappresenta un volano anche per gli altri settori produttivi - si legge in una nota congiunta delle associazioni - e fornisce un apporto determinante allo sviluppo economico generale".

 

"È controproducente, quindi, penalizzarlo con una tassa che i Comuni non avrebbero l'obbligo di introdurre, ma che in ogni caso creerebbe una forte disparità tra gli stessi", continua la nota. La crisi economica in atto e le previsioni che vedono l'Italia in svantaggio rispetto ai principali Paesi europei, a giudizio delle Associazioni, richiederebbero serie politiche di rilancio anziché misure che finiranno col gravare solamente sulle imprese.

 

"Di fronte all'introduzione di una tassa - afferma Davide Urban, Direttore Confcommercio Emilia Romagna - che sembra soddisfare solamente gli interessi dei Comuni a chiudere i propri bilanci, ribadiamo convinti la nostra contrarietà. Se esiste il problema di finanziare le maggiori spese che i Comuni a vocazione turistica debbono sostenere - continua Urban - questo deve essere risolto in modo diverso, nell'ambito dei tributi già esistenti, e non introducendone di nuovi che, seppur facoltativi, i Comuni finiranno per applicare. Una proposta potrebbe essere quella - conclude Urban - di prevedere una compartecipazione dei Comuni al gettito dell'IVA, da trattenere e reinvestire sul territorio".

 

"Molti ricorderanno che la vecchia imposta di soggiorno fu soppressa nel 1989 perché inopportuna e se venisse reintrodotta ora, il federalismo fiscale partirebbe col piede sbagliato, perché l'obiettivo iniziale era di rendere più equa la tassazione e non di aumentarla. Il turismo è il settore più importante su cui puntare per lo sviluppo dell'intera economia - sostiene Stefano Bollettinari, Direttore Confesercenti Emilia Romagna - e avrebbe bisogno di incentivazioni e di politiche adeguate invece di un balzello che ne andrebbe a compromettere la competitività in un periodo in cui calano le presenze e i fatturati delle imprese e in cui  sarebbe necessario riconquistare quote di turismo internazionale".

 

"La tassa di soggiorno colpirà in modo particolare la vacanza delle famiglie - afferma Alessandro Giorgetti Presidente Federalberghi Emilia Romagna -, finendo per indebolire anche le campagne promozionali che abbiamo fatto sul mercato italiano e sui mercati esteri. Se poi, come viene affermato, la tassa prevederà misure a sostegno delle strutture alberghiere, mi chiedo e naturalmente non lo voglio, - continua Giorgetti - perché allora non venga attivata una analoga tassa per le imprese industriali e artigiane. E' meglio agire, come ho già più volte sostenuto, sulla leva fiscale dell'IVA. E' assurdo immaginare - conclude Giorgetti - di presentarci alla Borsa Internazione del Turismo di metà febbraio con una tassa sulla vacanza."

 

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"Le imprese ricettive in questi ultimi anni hanno subito un continuo aumento di costi - continua Claudio Della Pasqua, Presidente Asshotel-Confesercenti Emilia Romagna - mantenendo bassi i prezzi e incrementando offerte e promozioni, se venisse introdotta un'ulteriore gabella sarebbe un danno per l'economia turistica già molto penalizzata e condizionata dalla bassa capacità di spesa dei consumatori. Teniamo conto inoltre che il turismo italiano non è rappresentato solo da Roma, Firenze e Venezia, ma da tante altre destinazioni, comprese quelle dell'Emilia Romagna che dovrebbero subire una tassa che danneggia la loro competitività e che si aggiungerebbe a un'IVA più alta rispetto ai nostri competitori europei".

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