Tecnopoli in Romagna e a Bologna: lavoro per 1.800 ricercatori

Tecnopoli in Romagna e a Bologna: lavoro per 1.800 ricercatori

Tecnopoli in Romagna e a Bologna: lavoro per 1.800 ricercatori

BOLOGNA - In tre anni saranno realizzate ricerche per 42 milioni di euro. E a mettere neuroni, fantasia e conoscenza al servizio dei Tecnopoli dell'Emilia-Romagna saranno poi, nel corso degli anni, 1.800 ricercatori, 550 dei quali neo-assunti. Regione e Alma Mater studiorum hanno firmato l'accordo per la realizzazione dei Tecnopoli di Bologna e della Romagna, "una grande rete tra gli Atenei e il sistema delle sue imprese", dice il prorettore alla ricerca, Dario Braga.

 

 

 I centri interdipartimentali di ricerca industriale avranno sede a Bologna, appunto, ma anche a Forli', Cesena, Faenza, Ravenna e Rimini per un totale di 46 laboratori. Li' si lavorera', tra l'altro, su meccanica avanzata e bioedilizia, agroalimentare ed energia, scienze della vita, aeronautica e multimedia.  Il progetto, che nasce con l'obiettivo di accrescere la capacita' innovativa delle imprese, vedra' un investimento complessivo di 234 milioni di euro, con la Regione a giocare il ruolo decisivo (130 milioni di euro derivanti dal Programma operativo regionale e da fondi europei).

 

Anche l'Universita' e gli enti di ricerca coinvolti faranno la loro parte stanziando 90 milioni di euro e per le nuove infrastrutture necessarie gli enti locali metteranno 14 milioni di euro. Gaetano Maccaferri, vice-presidente Unindustria Bologna, sottolinea come "la crisi, in cui siamo ancora immersi fino al collo, renda imprescindibile la ricerca, non solo in una prospettiva di sviluppo, purtroppo, ma di mera sopravvivenza". Secondo Maccaferri, il Tecnopolo potra' far fare "un salto di qualita' al sistema produttivo e al territorio nel suo complesso, poiche' il rilancio di cui tanto si parla passa attraverso momenti di eccellenza".

 

L'assessore regionale alle Attivita' produttive, Duccio Campagnoli, esprime una "grande  soddisfazione per il concretizzarsi dei Tecnopoli" e porta il plauso di Bruxelles, "dove sara' mostrato il progetto". L'assessore ringrazia poi "le imprese, per il loro coraggio nell'investire

non solo in ricerca privata". Il rettore dell'Universita' di Bologna, Ivano Dionigi, che firma con Campagnoli l'accordo, vede in questo progetto "un'Universita' che si rapporta con il mondo esterno, perche' cosi' deve essere, bisogna uscire dal fortino" e, inoltre, "una possibilita' per l'auspicato ricambio  generazionale".

 

   Nell'attesa che le nuove cittadelle del sapere vengano edificate o ristrutturate (consegna prevista a fine 2013), sara' l'Alma Mater ad ospitare l'attivita' di ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico. E intanto sara' un fiorire di cantieri edili: a Bologna si parla dei 100.000 metri quadri della ex manifattura tabacchi, a Ravenna di 1.500 metri quadri da ristrutturare nell'area portuale, a Faenza si alzera' di un piano il parco scientifico Torricelli per 800 metri quadri, a Forli' si costruiranno 1.350 metri quadri nell'area del polo tecnologico dell'aeroporto (oltre al recupero dei 6000 metri quadri delle gallerie ex Caproni), a Cesena ristrutturazione di 1.330 metri quadri vicino a villa Almerici, e a Rimini si recupereranno 1.370 metri quadri dell'ex macello comunale.

 

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di amaryllide
    amaryllide

    ma sbaglio a fare i conti o 42 milioni di euro in 3 anni sono 14 milioni di euro l'anno, che diviso 1800 ricercatori (dando per scontato, come non è, che i soldi siano usati tutti per pagarli), fanno meno di 8000 euro l'anno a ricercatore, ovvero circa 650 euro al mese. Ci si guadagna alla grande a smettere la scuola a 15 anni e ad andare a raccogliere arance a Rosarno, altro che Tecnopoli....

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