Terme di Sant'Agnese, la Provincia mette all'asta oltre 20mila azioni della società

Terme di Sant'Agnese, la Provincia mette all'asta oltre 20mila azioni della società

Terme di Sant'Agnese, la Provincia mette all'asta oltre 20mila azioni della società

FORLI' - L'alienazione di una parte della partecipazione azionaria della Provincia di Forlì-Cesena nella società ‘Terme di Sant'Agnese Spa" è stata al centro del Consiglio Provinciale che si è svolto giovedì pomeriggio. Attualmente la Provincia detiene una partecipazione nella società Terme di S. Agnese SpA del 20,70%, per un valore nominale di 439.348 euro, corrispondente a 84.490 azioni del valore nominale di 5,20 euro.

 

La delibera prevede di vendere nel 2011 20.412 azioni della società, pari al 5% del capitale sociale (eventualmente frazionabili anche in più lotti), per un valore nominale complessivo di 106.142,40 euro, mediante asta pubblica. La delibera, inoltre, prevede di alienare nel primo semestre del 2012, un ulteriore 5% del capitale sociale e di stabilire il prezzo a base d'asta di ogni singola azione, sulla base del patrimonio netto societario risultante dall'ultimo bilancio approvato, pari ad 30,06 euro di cui 5,20 euro di valore nominale e 24,86 euro quale sovrapprezzo. Il testo è stato approvato con i voti favorevoli di Pd, Idv, PdL; astenuta la Lega Nord. La capogruppo dell'Udc Bartolomei è uscita dall'aula al momento del voto.

 

Nel dibattito è intervenuta per prima Maria Grazia Bartolomei, capogruppo dell'Udc: "L'asta indetta dal Comune di Cesena per l'alienazione di quote della stessa società è andata deserta. Per questo chiedo di essere molto attenti. Se il Comune di Cesena andasse al ribasso sul prezzo, che è lo stesso della nostra delibera, il rischio di svendita è concreto. Per questo il mio invito oggi è di sospendere il percorso dell'alienazione così come previsto. La mia proposta resta precisa e chiara: è quella di frazionare l'alienazione in più lotti, lotti da 0,10-0,30%, fino ad un massimo di 0,70% per non andare sotto il 20% e attendere di capire l'andamento del mercato, altrimenti rischiamo di cedere a speculatori".

 

Ha quindi preso la parola Massimiliano Mazzotti (Pd): "Dobbiamo ricordarci da dove deriva questa delibera, da una precedente delibera che una volta approvata è come scolpita nella pietra e da una decisione concertata con il Comune di Bagno di Romagna. Credo poco che ci sia qualche speculatore a cui faccia gola un utile non elevato. Per il resto, scegliere pezzature più piccole è una possibilità del dirigente, e farà una scelta da professionista anche alla luce di quanto è successo al Comune di Cesena. Anche noi siamo d'accordo nel non svendere".

 

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Da parte sua Stefano Gagliardi, capogruppo del PdL chiede approfondimenti: "Non so le motivazioni di quanto successo a Cesena, vorrei capire se sono stati motivi contingenti e temporanei o altro". Hanno preso la parola anche i consiglieri Piero Gallina (Pd) e Francesco Billi (Lega Nord), per annunciare un voto di astensione della Lega Nord. Infine, ha confermato l'assessore al Patrimonio Maurizio Brunelli: "Questa delibera è la conseguenza della ricognizione delle partecipazioni nelle società partecipate del 2010. E' lì che è stata presa la decisione dell'alienazione". E' stata rinviata la delibera relativa all'appalto dei servizi specialistici di orientamento, mediazione culturale, traduttore LIS presso i Centri per l'impiego.

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