Terremerse, il Pdl Imola attacca: ''Cantina pronta in 8 giorni?''

Terremerse, il Pdl Imola attacca: ''Cantina pronta in 8 giorni?''

IMOLA - "Com'e' possibile che il Comune di Imola avesse rilasciato il permesso di costruire lo stabilimento enologico il 23 maggio 2006, quando la cooperativa Terremerse comunicava soltanto otto giorni dopo alla Regione che i lavori erano conclusi?". E' la domanda che il consigliere Pdl al Comune di Imola, Simone Carapia, rivolge al deputato Pd, Massimo Marchignoli, che nel 2006, cioe' quando la cooperativa guidata da Gianni Errani (fratello del governatore Vasco) ha realizzato la casa vinicola in via Bicocca, era sindaco di Imola.

 

Tra le carte acquisite dalla magistratura bolognese, che sta indagando sul finanziamento da un milione di euro che la Regione nel 2006 ha trasferito alla cooperativa Terremerse, ci sono anche il permesso di costruzione, che il Comune di Imola ha rilasciato alla cooperativa il 23 maggio 2006, e l'autodichiarazione di Gianni Errani, che il 31 maggio comunicava alla Regione che i lavori della cantina erano stati ultimati.

 

"Se Marchignoli e' sicuro dell'onesta' di Errani- attacca Carapia- ci spieghi, o ci faccia comprendere attraverso l'attuale sindaco, Daniele Manca, o dal segretario del Pd imolese, Fabrizio Castellari (allora vicesindaco, ndr), com'e' possibile che sia stato realizzato lo stabile in otto giorni". A detta di Carapia, infatti, le ipotesi sono due. "O l'impresa a cui sono stati affidati i lavori ha lavorato giorno e notte- osserva il consigliere Pdl- o non si e' rispettata la disciplina urbanistica".

 

Un'ipotesi, infatti, e' che i lavori siano iniziati prima del 23 maggio, quindi senza permesso. E Carapia ricorda che proprio in quei giorni (il 24 maggio 2006), la Giunta di Marchignoli aveva approvato una delibera sulle "determinazioni delle sanzioni amministrative pecuniarie" riguardanti gli abusi edilizi. "Se la cantina non fu realizzata in otto giorni, e questo sara' la magistratura ad accertarlo, forse qualcuno avrebbe dovuto pagare in base a questa delibera", continua il berlusconiano.

 

In ogni caso, ora secondo il consigliere "e' indispensabile che la maggioranza di centro-sinistra, il Pd, Castellari, Manca e Marchignoli chiariscano non solo al Pdl, ma anche alla citta', questi aspetti

poco chiari e contraddittori di una vicenda poco trasparente, che interessa direttamente Imola". Intanto, la questione approda anche al nuovo Circondario imolese, dove il consigliere Pdl Manuel Caiconti ha presentato un'interrogazione al presidente, Franco Lorenzi, per sapere "se risponde a verita' che tra gli amministratori di maggioranza dei Comuni facenti parte del Nuovo Circondario, qualcuno, assunto dall'azienda Terremerse, usufruisca ad oggi dei benefici della legge 300-70". (Dire)

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