Terremerse, la Lega: ''Errani chiarisca in Consiglio regionale''

Terremerse, la Lega: ''Errani chiarisca in Consiglio regionale''

BOLOGNA - "Venga convocato al piu' presto un Consiglio regionale" e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, si presenti in aula per "chiarire ogni aspetto" dell'indagine che ha coinvolto il fratello Giovanni ed alcuni funzionari di viale Aldo Moro. E' la richiesta di Manes Bernardini, consigliere regionale della Lega nord.

 

"Occorre quanto meno una presa di posizione politica di distinguo da parte del presidente Errani (che nel frattempo e' intervenuto sulla vicenda con una nota, ndr)- scrive Bernardini- anche al fine di togliere ogni zona d'ombra sulla vicenda dove, al di la' dei fatti oggetto d'indagine, vengono messi in discussione i principi di trasparenza, imparzialita' e terzieta' di tutta la macchina pubblica regionale".

 

Quindi, manda a dire l'esponente del Carroccio, "i cittadini emiliano-romagnoli hanno il diritto di sapere se di fronte all'ente Regione esistono amministrati di serie A e di serie B, visto che da quello che emerge e da quello che i cittadini percepiscono, pare verificarsi un simile distinguo e trattamento".

 

All'assalto di Errani va anche Gianguido Bazzoni, consigliere regionale e coordinatore del Pdl di Ravenna. "Quando fu sollevato il caso Terremerse in Regione, il governatore se la cavo' brillantemente con una difesa d'ufficio grigia e scialba con lacune evidenti", afferma Bazzoni. Ma in realta' questa vicenda "e' il segno di quel delirio di onnipotenza e di quel sentimento di impunita' che ha o che ritiene di avere parte della classe politica di sinistra della nostra Regione ed in particolare della provincia di Ravenna".

 

Per l'esponente azzurro il caso Terremerse e' "pieno di incongruenze negli atti", tanto che ad un certo punto la cooperativa allora presieduta da Giovanni Errani "scrive alla Regione dicendo che visto che gli e' stato ridotto il finanziamento la coop di Bagnacavallo ridurra' anche l'investimento- sottolinea Bazzoni- leggendo pero' tutte le carte fornite dalla stessa Regione, a meno che non ci siano delle lacune negli atti consegnati ai consiglieri della precedente legislatura, non risulta che gli uffici della Regione competenti abbiano mai dimezzato il finanziamento".

 

Per Bazzoni e' "difficile chiedere alle imprese, anche se cooperative, di riformarsi quando hanno davanti a se' un potere politico supino e compiacente che governa ininterrottamente da 60 anni questi territori". Certi "privilegi", scrive Bazzoni, "porteranno l'economia della nostra regione ad un inevitabile declino in quanto attorcigliata a vecchi schemi consociativi di potere".

 

L'ex consigliere regionale azzurro Rodolfo Ridolfi, infine, prende spunto dal caso Terremerse per sottolineare che "in Emilia-Romagna e nelle regioni rosse si consuma da decenni il piu' grande conflitto di interessi dell'Italia del dopoguerra, un vero sistema che piega e condiziona sotto il peso politico economico della sinistra e delle coop rosse la burocrazia".

 

Dai banchi di viale Aldo Moro targati Pd, invece, Miro Fiamminghi assicura: "Nessun dubbio sulla correttezza e sulla trasparenza degli atti della Regione". Per il consigliere democratico e' "squallido il tentativo del Pdl di coinvolgere nella vicenda il presidente della Regione, Vasco Errani, solo perche' fratello di Giovanni". Quindi "alla luce delle strumentalizzazioni in atto", conclude Fiamminghi, "le indagini si concludano nel piu' breve tempo possibile". (Dire)

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