Terremoto, censimento danni ancora in corso

Terremoto, censimento danni ancora in corso

La commissione territorio ambiente e mobilità ha ascoltato un'informativa dell' assessore Marioluigi Bruschini sulla risposta data dalla Protezione civile al terremoto del 23 dicembre scorso, e sui i danni causati nelle provincie di Parma, Reggio Emilia, Modena, per i quali il Presidente della Regione Emilia-Romagna ha chiesto subito la dichiarazione dello stato di emergenza, che proprio domani, con un' ordinanza, il Governo dovrebbe concedere, nominando lo stesso Errani Commissario straordinario.

 

L'assessore ha messo in evidenza la capacità dimostrata da tutto il sistema di saper dare una risposta immediata, coerente,integrata ed efficace ed ha ringraziato per il suo impegno il Sottosegretario  alla protezione civile, Guido Bertolaso. Come hanno evidenziato i tecnici, essendo stato un terremoto con ipocentro profondo, la distribuzione degli effetti è stata molto irregolare, influenzata in modo rilevante dalle singole situazioni e da particolari condizioni di vulnerabilità sismica.

 

Il censimento dei danni a edifici pubblici, scuole, abitazioni private , chiese, edifici storici è ancora in corso, ma gli enti locali e gli altri soggetti interessati, coordinati dalle provincie, hanno già fatto una prima ricognizione delle necessità finanziarie per il ripristino e la messa in sicurezza sismica. Da questo primo monitoraggio risultano esigenze per oltre 100 milioni di euro per il territorio della provincia di Parma e di 50 per quella di Reggio Emilia; quest'ultima peraltro segnala stime solo parziali sulle infrastrutture della viabilità e sugli edifici privati. Sono inoltre segnalati danni nell'area appenninica occidentale della provincia di Modena.


Bruschini, sul fronte dei finanziamenti , ha richiamato il Fondo speciale per l'emergenza, pari a 15 milioni di euro, stanziato dal Ministero dell' Economia, al quale dovrebbero aggiungersi altre risorse non ancora del tutto quantificate (forse 15 milioni di euro) che tutti i parlamentari eletti nelle province emiliano - romagnole interessate dal sisma intendono chiedere al Governo attraverso un emendamento al decreto in materia ambientale (n.208 del 12/2008).


Sul fronte danni, l'assessore ha anche richiamato gli stanziamenti governativi, pari a 85 milioni di euro complessivi, da ripartire tra le Regioni per far fronte ai dissesti idrogeologici causati dal maltempo nel mese di dicembre.


 Anche il presidente Muzzarelli si è soffermato sulla prontezza e sull'efficacia della risposta data dal sistema di protezione civile, regionale e nazionale, dando atto a tutti i soggetti coinvolti, compreso Bertolaso, di aver svolto un buon lavoro. Ha giudicato inoltre opportuno un piano d'interventi urgenti per le province di Parma e Reggio, che nell'immediato sono parse le più colpite, alle quali va aggiunta quella di Modena, che con il passare del tempo mostra anch'essa consistenti danneggiamenti.

 

Analogo giudizio di efficienza nella gestione dell'emergenza è venuto da Laura Salsi (pd) che ha chiesto alla Regione di continuare il "pressing" sul Governo per ottenere altri 15 milioni di euro da destinare alla ricostruzione e alla messa in sicurezza delle aree colpite; la consigliera ha anche chiesto un piano regionale poliennale di monitoraggio e prevenzione del rischio sismico.

 

Per Luca Bartolini (an) l'organizzazione della protezione civile in quest'occasione ha fornito una buona prova, ora- ha aggiunto- una prova di altrettanta efficienza e celerità deve dare la Regione nella gestione delle risorse da destinare alla ricostruzione, vigilando affinché gli aiuti vadano a chi ne ha realmente diritto e bisogno.Il consigliere, in relazione all'uso dei fondi per il ripristino delle aree della costa romagnola colpite dal maltempo, ha chiesto alla Giunta di diversificare gli interventi.Le scogliere ad esempio - ha puntualizzato- non si sono dimostrate utili lungo il litorale di Valleverde, nel comune di Cesenatico.

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Fabio Filippi (fi-pdl) ha chiesto di tenere aperto il censimento dei danni fino a febbraio, ed ha sollecitato il ripristino della strada (oggi chiusa e sostituita dall'antico tracciato) che collega il comune reggiano di Collagna con la Toscana.

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