Terremoto. Da ottobre esenzione dal ticket solo ai cittadini con un danno certificato

L’esenzione dal ticket per tutti i cittadini residenti nei Comuni terremotati è stata una scelta dettata dall’emergenza e dalla necessità di non aggiungere disagi e ulteriori adempimenti burocratici

L’esenzione dal ticket per tutti i cittadini residenti nei Comuni terremotati è stata una scelta dettata dall’emergenza e dalla necessità di non aggiungere disagi e ulteriori adempimenti burocratici alle persone colpite dal sisma. Alla fine di settembre sarà completato il sistema di certificazione dei danni e da ottobre sarà possibile utilizzare questi dati per limitare l’esenzione solo a chi ha avuto un danno puntuale, cioè a chi è ancora senza casa e a chi ha perso il lavoro a causa del sisma. Lo ha spiegato questa mattina l’assessore regionale alle Politiche per la Salute Carlo Lusenti, intervenendo nella  Commissione Sanità dell’Assemblea legislativa.
 
“La sanità regionale ha dato una risposta assolutamente straordinaria per fare fronte alle emergenze causate dal terremoto, un lavoro corale che ha coinvolto gli stessi operatori dei territori colpiti, che ricordiamo erano a loro volta terremotati, e tutto il sistema sanitario regionale – ha detto l’assessore Lusenti – L’esenzione per i cittadini che vivono nei territori terremotati ci costa 2,2 milioni di euro al mese, ma da ottobre questo beneficio rimarrà solo per chi risulta effettivamente danneggiato”.
 
Non è l’unico costo che la sanità regionale dovrà sopportare a causa del sisma. “Nelle prossime settimane - ha continuato Lusenti – dovremo affrontare il problema delle strutture ospedaliere, degli ambulatori e delle residenze sanitarie che non solo hanno avuto danni e che devono essere consolidate, ma che devono essere ripristinate e certificate secondo le norme sismiche più recenti: circa 650 posti letto sono andati persi dal giorno del terremoto”.
 
Per quanto riguarda la spesa corrente altro tema importante riguarda le persone non autosufficienti. “Sono circa 450 gli anziani che erano già prima del sisma ospiti di strutture protette che sono state evacuate e che sono stati ricollocati in altre strutture della regione – ha detto l’assessore – ma dal 20 di maggio dobbiamo provvedere anche a circa 1500 anziani fragili, che prima del terremoto abitavano a casa propria, seguiti in parte dalle famiglie e in parte dall’assistenza domiciliare, che di colpo si sono dovuti istituzionalizzare in una residenza sanitaria. Anche questo ha un costo per la Regione, di circa 150 mila euro al giorno. Le aziende territoriali rendicontano puntualmente questi costi aggiuntivi, coinvolgendo anche il Dicomac della Protezione civile – ha concluso Lusenti - ma non è ancora chiaro quanto di questi costi graverà sul Sistema sanitario regionale e quanto sul fondo del terremoto”.
 

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