Terremoto, dopo otto anni Santa Sofia torna nel panico

Terremoto, dopo otto anni Santa Sofia torna nel panico

I danni del terremoto all'ospedale (foto Frasca)-2

SANTA SOFIA - Otto anni e mezzo fa, la grande paura di Santa Sofia. Era il 26 gennaio 2003 quando la terra diede uno scossone forte al paese dell'alta valle del Bidente. Era sera e già da qualche tempo era in corso lo sciame sismico. La scossa fu di magnitudo 4.29 - contro la magnitudo di 4.0 del sisma di martedì mattina - e provocò danni su danni, anche se per fortuna nessun morto. Numerose furono le case lesionate e gli abitanti costretti a lasciarle.

 

Il terremoto fu valutato lungo la scala Mercalli (che rileva più i danni ai manufatti umani che l'intensità vera e propria del sisma) con un'intensità massima fra i gradi VI e VII nel piccolo insediamento storico di Spinello, e VI grado nell'abitato di Santa Sofia.

 

La scossa fu avvertita in un'area molto vasta fino a Firenze, nel bolognese e nel ravennate; la paura si diffuse in particolare tra Santa Sofia e Bagno di Romagna, ma anche fino al Mugello e all'Appennino faentino. Il susseguirsi, nelle ore successive, di ulteriori scosse percepite dalla popolazione, accentuò il panico; nonostante il freddo invernale, quindi, molte persone nelle due notti successive dormirono in macchina e nei campi della Protezione civile allestiti in seguito all'emergenza.  

 

Circa duecento nell'abitato di Santa Sofia furono le abitazioni con lesioni leggere, distacchi di intonaci, isolati dissesti nelle coperture. Ma peggio andò nella frazione di Spinello, con danni più gravi ed evacuazioni. Nell'occasione fu aperto il centro sportivo di Sportilia, che accolse per settimane alcune decine di sfollati.


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