Anche i detenuti al lavoro per ricostruire le zone terremotate

Sì all'impiego dei detenuti per ricostruire le zone devastate dal sisma. A spiegarlo è la Garante regionale delle persone private della libertà personale, Desi Bruno

Sì all'impiego dei detenuti per ricostruire le zone devastate dal sisma. A spiegarlo è la Garante regionale delle persone private della libertà personale, Desi Bruno, a seguito della visita alle carceri di Bologna e Modena del ministro di Giustizia, Paola Severino, per verificare la situazione determinata dal terremoto.  “L’impiego di persone detenute in lavori socialmente utili in aiuto alla popolazione colpita dagli eventi sismici o comunque nella ricostruzione delle zone terremotate è un’indicazione importante a considerare i detenuti come una risorsa sociale e non sempre e soltanto come portatori di problemi per la sicurezza dei cittadini".

"Certamente questo è un modo per avvicinare la collettività al tema del carcere e a creare un collegamento positivo tra il "dentro" e il "fuori". Va peraltro ricordato che nella regione Emilia-Romagna già la Direzione del carcere e il Comune di Ravenna da tempo impiegano, attraverso il lavoro esterno, persone detenute che si offrono volontariamente per la pulizia delle spiagge con l’ausilio del volontariato e con ottimi risultati, ed anche quest’anno l’esperienza verrà replicata"

"Lo strumento più adatto per questo tipo di iniziativa è, appunto, quella del lavoro esterno, che consente alle direzioni di individuare nel minor tempo possibile le persone da avviare ai lavori socialmente utili, salva poi l'approvazione del magistrato di sorveglianza. Positiva anche la decisione di ridurre il sovraffollamento carcerario a Bologna, attraverso il trasferimento di molti detenuti in altre sedi di carcere purché ciò avvenga questa volta con la massima attenzione al principio di territorialità della pena, e quindi si tenga conto dei criteri indicati dall'ordinamento penitenziario, cioè vicinanza alle famiglie, ai luoghi di studio e lavoro e, comunque, attenzione a non interrompere, laddove intrapresi, percorsi trattamentali, che dovrebbero essere ripresi da capo in caso di trasferimenti. La richiesta è che ciò avvenga attraverso un ponderato esame di ogni singolo caso” conclude Desi Bruno.

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Commenti (1)

  • "L'impiego di persone detenute in lavori socialmente utili in aiuto alla popolazione colpita dagli eventi sismici o comunque nella ricostruzione delle zone terremotate è un'indicazione importante a considerare i detenuti come una risorsa sociale e non sempre e soltanto come portatori di problemi per la sicurezza dei cittadini". il cittadino non considera i criminali come un problema per la sua sicurezza quando i criminali sono "detenuti" , li considera un problema quando sono a piede libero. ed era ora che venissero utilizzati per lavori socialmente utili...c'è voluto un terremoto disastroso per arrivarci?

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