Terremoto in Emilia, chiesto stato emergenza per le province di Parma e Reggio Emilia

Terremoto in Emilia, chiesto stato emergenza per le province di Parma e Reggio Emilia

REGGIO EMILIA - Stato di emergenza per le province di Parma e Reggio Emilia interessate dal terremoto dello scorso 23 dicembre scorso e assegnazione di adeguati mezzi e poteri straordinari per effettuare con urgenza i necessari interventi. E' quanto chiesto dal presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dopo che l'unita' di crisi istituita presso la Prefettura di Parma ha potuto verificare i danni che la scossa di magnitudo 5.1, con profondità stimata a circa 26 km, ha provocato. La zona più colpita (epicentro strumentale) e' stata localizzata tra i comuni di Canossa, Vetto e Neviano degli Arduini.

 

Nella provincia di Parma sono stati riscontrati danneggiamenti al municipio di Langhirano, alla Rocca di Sala Baganza, al castello di Montechiarugolo ed al castello di Torrechiara. Quaranta chiese sono state dichiarate inagibili. Sono sessanta, invece, le abitazioni inagibili o parzialmente inagibili, con 140 persone evacuate, di cui 30 ospitate in albergo. Sono in corso verifiche su danni alle scuole

Nella provincia di Reggio Emilia sono stati registrati danneggiamenti ai municipi di Busana e Vetto, ad edifici scolastici e ad edifici storico-monumentali in particolare nei comuni di Quattro Castella. Sono undici le chiese inagibili; diciassette le persone evacuate nel comune di Quattro Castella e Canossa.

 

La Regione Emilia-Romagna ha messo in campo un costante raccordo e coordinamento delle attività con il Dipartimento nazionale della Protezione civile; l'attivazione di un centro operativo regionale, della sezione rischio sismico della Commissione regionale grandi rischi e del Centro multirischio per monitorare il fenomeno segnalato, per la definizione e aggiornamento dello scenario di evento in continuo collegamento con le altre strutture del sistema; l'attivazione del Nucleo di valutazione regionale per l'effettuazione di sopralluoghi nei comuni più colpiti; l'attivazione dei Coordinamenti provinciali del volontariato di protezione civile, impiegandoli in attività di supporto e logistica; l'attivazione in stand-by delle unità per l'assistenza alla popolazione della colonna mobile regionale; il posizionamento di moduli abitativi presso aziende agricole al fine di garantirne la continuità dell'attività.

 

L'Agenzia regionale di Protezione civile sta raccogliendo le segnalazioni di danno predisposte dagli Enti locali, con il coordinamento delle prefetture e delle province di Parma e Reggio Emilia ed ha attivato squadre del Nucleo tecnico di valutazione per effettuare verifiche speditive di agibilità e di valutazione del danno. Nel contempo continua l'attività dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, per la valutazione degli effetti macrosismici.

 

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A seguito di tali attività sarà possibile effettuare una stima più analitica dei danni, anche se con i dati preliminari ad oggi raccolti appare evidente che per fronteggiare la situazione di emergenza in oggetto risultano necessari mezzi e poteri straordinari, al fine di attivare assistenza alle popolazione colpite ed ai titolari e agli addetti di attività agricole e produttive che richiedono continuità dell'attività lavorativa; interventi di somma urgenza per il ripristino delle infrastrutture e delle opere pubbliche danneggiate, con particolare riferimento alle scuole ed agli edifici storico-monumentali; interventi di miglioramento sismico delle strutture interessate dall'evento sismico, con particolate riferimento ad edifici pubblici, scuole, chiese e luoghi di culto, edifici storico monumentali; contributi per i soggetti privati e le attività produttive danneggiate. In questo contesto, il presidente Errani, d'intesa con i Presidenti delle Province ed i Prefetti interessati, ha chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri la dichiarazione dello stato di emergenza

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