Tifoso ucciso, la rivelazione di un testimone: ''Colpo sparato a braccia tese''

Tifoso ucciso, la rivelazione di un testimone: ''Colpo sparato a braccia tese''

Spunta la testimonianza di un rappresentante di commercio che avrebbe assisto al momento in cui l’agente della Polizia Stradale ha sparato due colpi di pistola, colpendo mortalmente nell’area di servizio “Badia al Pino” sull’A1, in provincia di Arezzo, il tifoso laziale Gabriele Sandri. L’uomo, che si trovava nella stessa piazzola, ha riferito domenica sera alla Polizia di Roma che il poliziotto ha sparato tenendo l’arma con entrambe le mani e le braccia tese.


OMICIDIO COLPOSO - Dovrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo l’agente della Polizia Stradale, Luigi Spaccatorella, che domenica mattina ha sparato in un’area di servizio dell’A1 nella zona di Arezzo, colpendo a morte il tifoso laziale Gabriele Sandri. La questura di Arezzo ha reso noto che si tratta di “una prima conclusione giudiziaria a seguito della ricostruzione dei fatti iniziata nel pomeriggio di ieri (domenica, ndr) e protrattasi fino a tarda notte”.


Nel corso della giornata gli investigatori procederanno nella ricostruzione della vicenda in attesa anche degli esiti delle perizie balistiche e dei rilievi svolti dalla polizia scientifica nell'area di servizio.


LE DICHIARAZIONI DELL’AGENTE - Non ho mirato a niente, non ho puntato nessuno. Ero almeno a duecento metri, come avrei potuto? Il primo colpo l'ho sparato in aria e il secondo m'è partito mentre correvo, accidenti a me. Adesso lo so, sono rovinato". Sono queste le prime dichiarazioni, rilasciate al ‘Corriere della Sera’, di Luigi S., l'agente della Polizia Stradale di Arezzo che avrebbe sparato il colpo che è costato la vita domenica al tifoso laziale Gabriele Sandri dopo gli scontri a Badia al Pino.

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