Tornano ad aumentare le malattie batteriche in Emilia-Romagna: picco di 161 casi

Tornano ad aumentare le malattie batteriche in Emilia-Romagna: picco di 161 casi

Tornano ad aumentare le malattie batteriche in Emilia-Romagna: picco di 161 casi

BOLOGNA - Un 'record' di 161 casi nel 2009 e una media (nel biennio scorso) di 154 all'anno. Sono i due numeri che fotografano l'incremento in Emilia-Romagna del numero di casi di malattie invasive batteriche (cioe' quelle causate da 'agenti' come pneumococco o emofilo). Il trend e' stato analizzato dal servizio di Sanita' pubblica della Regione Emilia-romagna in uno studio in cui i tecnici sottolineano che l'incremento delle malattie invasive batteriche "e' attribuibile in gran parte ad una maggiore sensibilita' da parte dei clinici verso queste malattie".

 

E continua: "In particolare dal 2007, ciò è dovuto ai cambiamenti nei criteri di sorveglianza e probabilmente non ad un reale aumento della frequenza di tali malattie". Sta di fatto che le cifre sono cambiate di parecchio nel recente periodo. Il numero medio di malattie invasive batteriche segnalate in Emilia-Romagna nel periodo 1996-2006 era di 87 casi ogni anno, nel triennio 2007-2009 la quota e' salita a 154. E si e' osservato inoltre un aumento nella percentuale dei casi di  malattia invasiva in cui e' stato individuato il microrganismo, che passa dal 79,7% (1996-2006) all'86,4% nel triennio successivo (2007-2009).

 

In dettaglio, si e' riscontrata una forte riduzione dei casi attribuibili a emofilo e a meningococco e ad un rispettivo aumento di malattie causate da pneumococco e da agenti eziologici. Tra i microrganismi isolati nell'ultimo triennio il 51% e' riconducibile ad infezioni da pneumococco, il 10% circa a casi di meningococco, il 3% ad infezioni da emofilo, il restante 36% porta ad altri agenti eziologici (Streptococco gruppo A, B, Micobatterio tubercolare, Listeria ed altro).

 

In Emilia-Romagna, il tasso di incidenza medio per tutte le infezioni invasive batteriche in ogni eta', calcolato sulla popolazione residente, e' passato da 2,2 casi negli anni 1996-2006 a 3,6 casi per 100.000 abitanti nel 2007-2009. In particolare, per pneumococco, e' aumentato da 0,8 a 1,6 casi per 100.000 abitanti nell'ultimo triennio. Il tasso per meningococco ha visto un lieve calo (0,3 per 100.000 abitanti), mentre e' stabile quello per emofilo (0,1).

 

La letalita' complessiva per infezioni batteriche invasive per tutte le eta' in Emilia-Romagna si mantiene pressoche' stabile attorno al 16%; si riduce per patologie da pneumococco (dal 22,4%

degli anni 1996-2006 al 16,2% nel 2007-2009), come quella da meningococco (dal 10,8% al 7,1%), mentre per le malattie da emofilo il tasso complessivo di letalita' e' del 6,2%, con un andamento oscillatorio nel tempo. In generale lo studio dei tecnici della Regione mostra un andamento del fenomeno sovrapponibile a quello nazionale e un incremento dei casi dal 2007, attribuibile alle modifiche apportate al sistema di sorveglianza.

 

Per il meningococco C, e' giudicato "molto positivo l'impatto della vaccinazione". Leggermente differente la situazione dello pneumococco: dopo l'introduzione del "vaccino coniugato 7valente" vi e' stato un calo di circa il 50% delle meningiti nella fascia 0-4 anni, ma complessivamente i tassi di incidenza si sono mantenuti stabili. Per l'emofilo, dopo un trend in calo per diversi anni, si assiste ad un apparente aumento nell'ultimo anno. A fronte della situazione, i tecnici giudicano "piu' che

mai necessario continuare a porre l'attenzione sul consolidamento del sistema di sorveglianza, attraverso un miglioramento qualitativo e quantitativo delle informazioni". (Dire)

BOLOGNA - Un 'record' di 161 casi nel 2009 e una media (nel biennio scorso) di 154 all'anno. Sono i due numeri che fotografano l'incremento in Emilia-Romagna del numero di casi di malattie invasive batteriche (cioe' quelle causate da 'agenti' come pneumococco o emofilo). Il trend e' stato analizzato dal servizio di Sanita' pubblica della Regione Emilia-romagna in uno studio in cui i tecnici sottolineano che l'incremento delle malattie invasive batteriche "e' attribuibile in gran parte ad una maggiore sensibilita' da parte dei clinici verso queste malattie".

 

 

E continua: "In particolare dal 2007, ciò è dovuto ai cambiamenti nei criteri di sorveglianza e probabilmente non ad un reale aumento della frequenza di tali malattie". Sta di fatto che le cifre sono cambiate di parecchio nel recente periodo. Il numero medio di malattie invasive batteriche segnalate in Emilia-Romagna nel periodo 1996-2006 era di 87 casi ogni anno, nel triennio 2007-2009 la quota e' salita a 154. E si e' osservato inoltre un aumento nella percentuale dei casi di

malattia invasiva in cui e' stato individuato il microrganismo, che passa dal 79,7% (1996-2006) all'86,4% nel triennio successivo (2007-2009).

 

In dettaglio, si e' riscontrata una forte riduzione dei casi attribuibili a emofilo e a meningococco e ad un rispettivo aumento di malattie causate da pneumococco e da agenti eziologici. Tra i microrganismi isolati nell'ultimo triennio il 51% e' riconducibile ad infezioni da pneumococco, il 10% circa a casi di meningococco, il 3% ad infezioni da emofilo, il restante 36% porta ad altri agenti eziologici (Streptococco gruppo A, B, Micobatterio tubercolare, Listeria ed altro).

 

In Emilia-Romagna, il tasso di incidenza medio per tutte le infezioni invasive batteriche in ogni eta', calcolato sulla popolazione residente, e' passato da 2,2 casi negli anni 1996-2006 a 3,6 casi per 100.000 abitanti nel 2007-2009. In particolare, per pneumococco, e' aumentato da 0,8 a 1,6 casi per 100.000 abitanti nell'ultimo triennio. Il tasso per meningococco ha visto un lieve calo (0,3 per 100.000 abitanti), mentre e' stabile quello per emofilo (0,1).

 

La letalita' complessiva per infezioni batteriche invasive per tutte le eta' in Emilia-Romagna si mantiene pressoche' stabile attorno al 16%; si riduce per patologie da pneumococco (dal 22,4%

degli anni 1996-2006 al 16,2% nel 2007-2009), come quella da meningococco (dal 10,8% al 7,1%), mentre per le malattie da emofilo il tasso complessivo di letalita' e' del 6,2%, con un andamento oscillatorio nel tempo. In generale lo studio dei tecnici della Regione mostra un andamento del fenomeno sovrapponibile a quello nazionale e un incremento dei casi dal 2007, attribuibile alle modifiche apportate al sistema di sorveglianza.

 

Per il meningococco C, e' giudicato "molto positivo l'impatto della vaccinazione". Leggermente differente la situazione dello pneumococco: dopo l'introduzione del "vaccino coniugato 7valente" vi e' stato un calo di circa il 50% delle meningiti nella fascia 0-4 anni, ma complessivamente i tassi di incidenza si sono mantenuti stabili. Per l'emofilo, dopo un trend in calo per diversi anni, si assiste ad un apparente aumento nell'ultimo anno. A fronte della situazione, i tecnici giudicano "piu' che

mai necessario continuare a porre l'attenzione sul consolidamento del sistema di sorveglianza, attraverso un miglioramento qualitativo e quantitativo delle informazioni". (Dire)

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