Tragedia al Cineflash, il marito dell'indagata: "Mia figlia è stata aggredita"

Tragedia al Cineflash, il marito dell'indagata: "Mia figlia è stata aggredita"

Tragedia al Cineflash, il marito dell'indagata: "Mia figlia è stata aggredita"

Dopo il racconto del cognato del titolare del Cineflash, morto sabato sera dopo un malore, durante un diverbio proprio nel multisala, arriva la versione del marito della donna rumena, 37enne, indagata per omicidio preterintenzionale. Le dichiarazioni dell'uomo, Adrian Grigore, sono completamente discordanti con le informazioni fino ad ora ottenute: "E' stato Giorgi ad aggredire mia figlia e si è sentito male dopo che io ho chiamato i Carabinieri. Mia moglie ha subito una contusione al naso".

 

Nell'intervista rilasciata al Resto del Carlino, Grigore vuole dare la sua versione dei fatti. Lui era in un'altra sala del Cineflash con il fidanzato della figlia, che, secondo quello che lui stesso afferma, sarebbe andata a chiamarlo per raccontare come erano andate le cose. Ammette che moglie e figlia erano sedute in posti non assegnati a loro. "I ragazzi titolari delle poltroncine sono arrivati mezz'ora dopo, per questo mia moglie ha detto che non si spostava".

 

Fin qui tutto tranquillo. La maschera di sala ha riferito ai Carabinieri di Forlimpopoli e del Radiomobile di Meldola, intervenuti immediatamente sul posto, che la donna avrebbe colpito Giorgi, intervenuto in sala per risolvere l'alterco con il personale, con la borsa. Il marito dell'indagata nega: "Mia moglie non ha mai preso a borsettate il signor Giorgi, anzi è stato lui ad aggredire mia figlia, tanto che si è sentito male dopo che ho chiamato i Carabinieri. Perchè sono stato io a chiamare i Carabinieri".

 

Inoltre Grigore nega la presenza della maschera in sala e sostiene che non c'è nessun testimone oculare. "Il signor Giorgi è arrivato in sala chiamato da uno dei ragazzi titolari dei posti - spiega l'uomo - e poco dopo ha spinto mia figlia, facendola cadere. Successivamente sono andato in sala regia dal signor Giorgi e gli ho detto che non si picchia una ragazza per così poco. Lui mi ha risposto che chiamava i Carabinieri. E allora sono stato io a chiamarli. A quel punto lui purtroppo si è sentito male".

 

Grigore sostiene inoltre che la moglie è finita al pronto soccorso: "I medici le hanno diagnosticato una contusione al naso; 15 giorni di prognosi. E' Stata colpita dal signor Giorgi con una pila". Solo la magistratura potrà fare chiarezza.

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Marco Valli
    Marco Valli

    "Non è la prima volta che un immigrato alza la cresta...." Perché certa feccia gli immigrati vorrebbe vederli così: proni, con la testa bassa, a fare i servi. Per fortuna non è più così enon lo sarà sempre di più in futuro. Ho conosciuto Claudio Giorgi nei primi anni '90: con alcuni amici avevamo fondato un cineclub (il cineclub Georges Méliès) ed organizzammo numerose proiezioni nella (allora nuovissima) multisala Astoria. Mi parve una brava persona. Tutta questa canea razzista che caratterizza la maggior parte dei commenti a questa tristissima vicenda non rende omaggio al suo ricordo.

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    E' giusto e doveroso che indaghino i magistrati, ma non è la prima volta che un immigrato alza la cresta e diventano pretenziosi, sentendosi in dovere di vantare diritti proprio perché immigrati, dimenticandosi dei suoi doveri. Il bello è che molti paladini dei diritti civili, e tanti giudici, chiudono spesso un occhio quando si tratta di immigrati e applicano il trattamento più favorevole. Credo invece che tutti, italiani e non, siano titolari degli stessi diritti e doveri

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