Tragedia al largo di Lampedusa: decine i cadaveri avvistati, 250 dispersi

Tragedia al largo di Lampedusa: decine i cadaveri avvistati, 250 dispersi

Tragedia al largo di Lampedusa: decine i cadaveri avvistati, 250 dispersi

LAMPEDUSA - Scappavano dalla Libia i 300 profughi del barcone affondato nella notte di martedì al largo delle coste Lampedusane durante un tentativo di soccorso. Solo 51 i superstiti tratti in salvo durante i soccorsi. "Abbiamo sperato di vedere tra le onde qualcuno che alzasse il braccio, ma ancora non è accaduto", commentano i soccorritori. Decine i cadaveri avvistati, tra cui molte donne e bambini.Le ricerche della Guardia costiera proseguono con il mare agitato.

 

Erano tutti eritrei e somali i profughi del barcone affondato nelle acque maltesi nella notte durante il tentativo di soccorsi 39 miglia al largo delle coste di Lampedusa, una tratta normalmente seguita dai barconi provenienti dalla Libia. L'imbarcazione era partita lunedì dalla città libica di Zuwarah. Era giunta una telefonata alle autorità maltesi da un telefono cellulare a bordo del peschereccio che ha fatto scattare i soccorsi che hanno intercettato l'imbarcazione in grave pericolo che stava affondando.

 

Una falla nell'imbarcazione ed il mare mosso hanno reso pressochè vani i tentativi di salvataggio. La Guardia costiera è riuscita a trarne in salvo 48 mentre il peschereccio della flotta Cartagine che fortunatamente era in rotta ne ha recuperati altri tre. Tragico il racconto del capitano del peschereccio, il quale ha riferito che"era buio pesto, non si vedeva niente neanche con le fotoelettriche, ma ho sentito le grida di queste persone e sono riuscito a tirarle su".

 

Tutti i profughi salvati sono stati soccorsi e portati a Lampedusa, tra loro una donna incinta. Circa 250 sono i dispersi. Fonti locali e gli stessi superstiti confermano la presenza di molte donne e bambini.Gli elicotteri della Guardia di finanza hanno sorvolato la zona dalle 10.30 alle 12.30 coadiuvando così le motovedette della Guardia costiera con la speranza di avvistare ancora persone in vita. Molti,difficili da quantificare i cadaveri in mare,diversi i corpicini dei bambini.

 

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Il comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa Antonio Morana riferisce delle nuove modalità di viaggio messe in pratica dai trafficanti: impostare i gps sulla rotta da seguire e lasciarli al loro destino senza scafisti o persone esperte che sappiano navigare, un viaggio che in condizioni ottimali di tempo potrebbe andare a buon fine ma che con mare mosso risulta un "vero suicidio". "Non si possono mandare a morire centinaia di persone con questo mare - aggiunge il comandante Morana - nell'area del naufragio le onde sono alte tre metri. Il merito dei nostri uomini è averne salvati almeno 48, e non è stato facile".

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